Specchia, Cinema del Reale.

Indietro nel tempo, agosto duemilanove.

Alla ricerca di una notte fantastica

Venivamo dall’Adriatico, eravamo buttati illegalmente da qualche parte, in pineta, in riva al mare, senza fare del male a nessuno se non a chi vuole spillare soldi sempre e comunque. In Salento non esiste possibilità di campeggio libero legale. Il contatto libero con la natura, i boschi, le essenze, gli spiriti che aleggiano nelle notti silenziose in riva al mare fa paura. Meglio richiamarli come simulacri da vendere attraverso gli schiamazzi dei palchi, quella natura, quella storia, quella “tradizione” e tutto quello di strano e di inspiegabile che si portano dietro. Così le si neutralizzano in un souvenir e perdono il potenziale sovversivo.

È una storia magica questa, infatti, e non sempre ho voglia di parlarne. È una storia di Sud e di dubbi, di allucinazioni e di sapori forti. L’altro giorno ce la siamo raccontata, con Sole, in una di queste serate dell’agosto vacanziero duemiladodici, e quindi eccola qui, la voglia di tirarla fuori dal mio inconscio.

Ma prima una piccola divagazione sul tema.

“Ernesto De Martino fu il maestro del nostro sud, perché intuì una cosa fondamentale. Che questo mondo, lacerante e lacerato, esprimeva un profondo rapporto con l’irrazionale. Proprio l’elemento “magico”, con i suoi  rituali, aveva permesso di rapportarsi con una realtà umana che non aveva definizione possibile nelle analisi positiviste. De Martino, da laico iscritto al PCI, aveva capito che l’incapacità di rapportarsi al mondo magico, il suo annullamento, avrebbe fatto perdere la battaglia con la religione, che ne era la unica vera detentrice, su cui esercitava un potere ed un controllo assoluto. Una ipotesi forte la sua, che era anche il cercare la pecca nel marxismo. Il Salento ne era manifestazione splendida.”

Daniele De Michele (a.k.a. Don Pasta Selecter)

Mettemmo piede per la prima volta al Cinema del Reale che sorge nel Castello al centro di Specchia, nel mentre stava iniziando la proiezione de L’Isola Analogica, piccolo documentario del regista copertinese Francesco Raganato. Fummo subito davanti a questo bivio: “storie fantastiche o storie reali?”. Ce lo poneva il volto narrante di questa piccola storia, Elio Zagami, il principale studioso della storia fantastica e reale della più controversa delle isole Eolie, Alicudi.

Il proseguimento della nostra serata e della nostra vacanza si portò appresso le domande assurde che lascia aperte questo documentario. Non tutti ne vogliono cogliere il senso naturalmente. Le menti più tenacemente positiviste e razionaliste lo catalogheranno nelle caselle fiction e folklore, per allontanare da sé la paura che si portano appresso i sogni, l’inconscio, l’alterazione di coscienza, il mito, l’inspiegabile. E il mondo premoderno frettolosamente interpretato come arretrato.

Ma l’inconscio torna sempre, prima o poi. È inutile cercare di annullarlo.

Buona visione.

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