L’ultimo anno (5) # Un corpo che cade

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Frame tratto dal videoclip di Pappi Corsicato “Nun te scurdà” (Almamegretta)


Marzo 1996

Un giorno Igor mi annunciò l’arrivo di ospiti piemontesi per il fine settimana. I riminesi erano via e ci avevano già annunciato la fuga da casa, noi eravamo già impegnati nella ricerca dei sostituti e avevamo ormai preso in mano il timone del relitto. Per la prima volta iniziavo in qualche modo a sentirmi a casa a Bologna.
Mentre litigavo al telefono con un mio amico che mi aveva dato la certezza di occupare uno dei due posti ma pochi giorni dopo si era tirato indietro, entrarono i due ospiti. Preso dalla conversazione, salutai in modo sbrigativo, ma notai subito la chioma rossa che mi era sfilata accanto. Era di Anja, sorella di Igor e insieme a lei c’era un ragazzone con barba e stivali, André.
Chiusa la telefonata, iniziai a lamentarmi con Igor della vicenda appena conclusa e in questo modo mi introdussi a loro che si erano già seduti sul divano della cucina e avevano già stappato le prime birre. André era il compagno di sbronze per eccellenza di Igor, aveva ventiquattro anni e già un figlio di quattro e Igor stravedeva per lui. Anja era invece una ragazzina di diciotto anni, dai tratti francesi simili a Igor e due occhi verdi grandi e indagatori. Continua a leggere “L’ultimo anno (5) # Un corpo che cade”

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L’ultimo anno (4) # Interstizio spaziotemporale. Tutto quello che non siamo

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gabbiotto lame

Ottobre 1995

La seconda notte che dormii nella casa-relitto, quella dopo la cena scacciapensieri, arrivò Igor. Verso le quattro di notte con una valigia, accese la luce e si avvicinò subito con la mano tesa dicendo piacere sono Igor il tuo nuovo compagno di stanza.
Aprii gli occhi che si accecarono subito e vidi un ragazzetto biondo con un paio di occhiali quadrati a cui mancava la stanghetta destra, feci in tempo giusto a tendere la mano e rispondere piacere, che subito spense la luce e si mise a dormire nell’altro letto. Non so perché, ma nel dormiveglia mi venne in mente qualcosa che c’entrava con il militare, con situazioni cameratesche che non avevo mai vissuto. Continua a leggere “L’ultimo anno (4) # Interstizio spaziotemporale. Tutto quello che non siamo”

L’ultimo anno (2) # La nebbia

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LA NEBBIA PLACE DE LA BASTILLE

Ottobre 1995

Nelle prime due settimane di domicilio effettivo a Bologna ho capito alcune cose. Che le ragazze quando arrivano si tingono i capelli di rosso, di fucsia o di verde. Che l’Osteria delle Dame non esiste più, anche se da qualche parte fuori dalla Via Emilia esistono dei locali fumosi dove si suona il jazz che io non conosco. Che ai bolognesi non frega niente dei locali fumosi dove si suona il jazz, interessa solo a me e a qualcun altro. Che al 36 occupato parlano di cose pallose e poco comprensibili mentre al piano di sotto certi altri si fanno le pere. Che se non ce la faccio a tornare a casa per la fattanza posso anche dormire al 36 unendo due banchi. Che il bar fighetto di Piazza Maggiore non mi dà un bicchiere d’acqua dal rubinetto perché non si paga. Che non serve andare dal controllore, sul 62 notturno alle tre di notte, per comunicargli che non c’erano biglietterie aperte dove acquistare il titolo di viaggio, tanto la multa me la fa lo stesso. Continua a leggere “L’ultimo anno (2) # La nebbia”