L’ultimo anno (9) # L’eterno ritorno della gatta

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CAMPAGNE ARADEO

Nuovo Millennio

 

La gatta ha generato sei gattini nel giardino della mia casa di famiglia. Saranno vent’anni che questa gatta se ne va in giro a scoparsi chi gli pare, torna per il cibo e per le coccole e partorisce micro gatti. In realtà non è sempre lei, lei è stata una dei micro gatti, una figlia, ma la sua mamma, la sua nonna, la sua bisnonna erano uguali a lei.
Tigrate, sveglie, occhio di lince, promiscue e allo stesso tempo tenere, affettuose, concilianti e mediatrici con il mondo degli umani. Quando nascevano erano le più forti, quest’ultima in particolare perse la madre dopo un mese di vita, schiacciata da una macchina un giorno che si era inoltrata sulla strada principale, e praticamente svezzò lei i suoi due fratellini che le succhiavano il pelo cercando inutilmente un capezzolo. Continua a leggere “L’ultimo anno (9) # L’eterno ritorno della gatta”

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L’ultimo anno (7) # Trance mediterranea

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Aprile 1996

 

IMG_20160604_174209Alla fine del primo semestre avevo già lasciato Semiotica, Latino e altre lezioni che per un motivo o per l’altro non mi interessava più portare avanti. Nonostante la moretta fascinosa, non avevo più intenzione di ritentare i test e stavo iniziando ad appassionarmi alla filosofia. Non mi imposi alcun obiettivo iniziale di sostenere esami, nella mia situazione generale nebbie comprese non era il caso di spingere il pedale della produttività.
Decisi di tentare due esami entro luglio e li scelsi, uno era Storia Romana perché comunque due storie le dovevo fare, il professore era simpatico e mio padre aveva a casa già parte dei libri. Le reminiscenze del liceo miste ai racconti paterni riguardanti la presenza della storia antica nella nostra terra meridionale mi avevano già acceso la curiosità, nonostante il programma sterminato, quasi mille anni di nascente vita occidentale in un solo esame. L’altro che scelsi fu Poetica e Retorica, un’eccentrica materia che spaziava dalla letteratura alla filosofia del linguaggio, dal Medioevo alle teorie decostruzioniste, ma con la leggerezza divertita e sovversiva di chi ama immergersi nei libri per piacere. Uno spasso, avevo anche frequentato il seminario correlato per tutto il primo semestre dove conobbi la ragazzina pendolare di Modena, il seminario che parlava dei cliché e dell’ironia e di come fosse difficile tentare di prendere in giro Emilio Fede facendone l’imitazione, in quanto era già lui l’imitazione di se stesso. Era così, sosteneva il ricercatore, che oggi come oggi il potere gestisce l’immaginario collettivo attraverso il linguaggio e i suoi multilivelli di senso. Continua a leggere “L’ultimo anno (7) # Trance mediterranea”

Fuga dal foglio bianco

Oggi le Fiabe Atroci ospitano un mirabile racconto epistolare su uno dei più antichi problemi dell’umanità: la paura del foglio bianco.

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Fuga dal foglio bianco

di Vincenzo Conte

 

E’ da un po’ che penso che sarebbe bello scrivere un piccolo raccontino comico, giusto per te, per farti fare due risate…

Però mi sono scontrato con la solita sindrome che mi prende ogni volta che mi metto a scrivere qualcosa: davanti al foglio bianco mi blocco e scappo via! E’ veramente una maledizione per uno che di mestiere vorrebbe fare il giornalista e che si ritrova pure a scrivere qualche articolo noiosissimo di tanto in tanto! Credo che anche il mio capo ne soffra, ma lui ha risolto in un’altra maniera: lui non scrive, lui detta alle segretarie! Il che è un modo ingegnoso di venirne a capo, però io ancora una segretaria personale non me la posso permettere… Continua a leggere “Fuga dal foglio bianco”

L’ultimo anno (6) # Anatroccoli della comunicazione

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unibo

Settembre-Ottobre 1995

E comunque non è vero che non ho tentato di seguire Erika. Ci eravamo iscritti, io e Tonio, ai test di Scienze della Comunicazione di Roma e di Bologna. Tonio era un altro mio amico e compagno di classe con cui condividevo grandi sogni. Era napoletano per metà da parte di madre, aveva un sacco di sorelle tornate alla terra materna per fare l’università e la loro casa spesso diventava un nostro punto d’appoggio negli anni turbolenti in cui iniziavamo a preparare la fuga dal Salento.
Ci iscrivemmo ai test di Roma ad agosto e a settembre andammo a farli, in due viaggi in cui il quartier generale era Napoli. Nella seconda sortita venne anche Erika che si iscrisse a Fisica a Roma e rimase un po’ con noi a Napoli e un po’ da una sua amica a Roma. Mi sentivo in famiglia in queste due città, avevo già amici e parenti e respiravo un’atmosfera di Sud solo più allargata e incasinata.
Le sorelle di Tonio ci accoglievano con affetto divertito, io ammiravo la vita comunitaria che facevano e sognavo di vivere come loro in una specie di famiglia allargata, i loro amici e compagni ci portavano in giro per la città ed erano sempre disponibili davanti alle nostre domande curiose.
Io e Tonio giravamo per Napoli, ci segnavamo le scritte fantasiose sui muri e gli eventi strani che notavamo in giro con rispetto e devozione, senza mai giudicare.
Nessuno dei due passò i test, né a Roma né a Bologna, anche se per poco. C’erano migliaia di piccoli intellettuali increduli di trovarsi di fronte a tali numeri da concorso militare per racimolare le poche decine di posti disponibili. Piccoli intellettuali che si guardavano male, si giudicavano a vicenda ed erano attenti a notare qualsiasi possibile irregolarità cui appigliarsi, con un’ansia moralizzatrice totalmente dettata dalla sanguinaria competizione cui stavano partecipando. Continua a leggere “L’ultimo anno (6) # Anatroccoli della comunicazione”