Il Daniele che irrompe nell’alienazione della sinistra

pertini pazienzaDopo anni di cretinizzazione della sinistra, dove le cose più importanti che si riescono a dire collettivamente sono frasi del tipo: “devono parlare solo gli esperti”, “in questo mondo di ignoranti, trogloditi, medievali”, “non ci sono più i professori di una volta, le scuole di una volta, la cultura di una volta, i Pertini di una volta, gli Andreotti di una volta”.

Dopo anni in cui si è totalmente persa qualunque capacità pratica di contrastare il consumismo capitalista che asfissia menti corpi e spiriti, quello che Pasolini chiamava la merda borghese che è un fascismo peggiore del fascismo, ed esserne diventati i più strenui difensori, che ridicolizzano chiunque pratichi alternative di vita, brandendo la virile verga del debunking autoritario (gomblotto!, feik nius!) e vomitando bile contro chiunque legga la realtà non accettando la neoscolastica tecnonazista (questa sì, di matrice agostiniano-medievale).

Dopo anni in cui si è persa qualunque capacità politica collettiva, polverizzata in mezzo ai commenti autoflagellanti su facebook e su twitter, e quello che (r)esiste sono pratiche totalmente illegibili da parte del sistema mediatico, ma sono pratiche che ovviamente esistono, perché esisterà sempre qualcuno che riesce ad andare avanti in mezzo a qualunque totalitarismo, solo che il telegiornale non te lo dice.

Pratiche che rompono lo schema e irrompono nonostante vengano deformate e bullizzate quelle poche volte che arrivano al mainstream, e tra queste, le più importanti, le pratiche di pedagogia alternativa che mettono in pratica (aiuto, la pratica!) quello che da settant’anni stanno dicendo le ricerche pedagogiche più importanti, le marie montessori messe sulle mille lire e dimenticate. Continua a leggere “Il Daniele che irrompe nell’alienazione della sinistra”

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Intervista ai Menamenamò e a P40

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La Sagra della conserva mara la scoprii una sera di metà agosto degli anni 2000 e da quel giorno diventò un evento imprescindibile dell’anno, finché è durata. Per molti motivi.

Perché per qualche strano effetto miracoloso, pur non sopportando i cibi piccanti, ho amato subito questa specie di nutella ante litteram del popolo contadino fatta di pummitori bruciati allu sule sulle lamie e peparussi mari.

Perché è una sagra vera e non un evento del folklore commerciale salentino.

Perché i Menamenamò che la organizzano sono un un collettivo intergenerazionale, un’associazione culturale a carattere etno-musicale, un gruppo musicale vero e non un evento del folklore commerciale salentino.

Perché Piazza Vittoria a Spongano è meravigliosa. Perché ci ho passato serate memorabili. Continua a leggere “Intervista ai Menamenamò e a P40”

Il corpo non mente. Laboratorio sull’educazione alle differenze in Salento

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Si svolgerà dal 9 all’11 settembre il laboratorio Il corpo non mente. Identità di genere e Living Theatre sull’educazione alle differenze di genere attraverso le tecniche del Living Theatre e della pedagogia alternativa. Il luogo che ospita il laboratorio è la masseria Le Costantine di Casamassella (Lecce), nella campagna salentina appena sotto Otranto, a pochi kilometri da Porto Badisco, sull’Adriatico.

Le Costantine è un luogo legato storicamente alla promozione del lavoro femminile, ma l’iniziativa è aperta a uomini e donne. Il corpo non mente è un laboratorio interattivo rivolto a chi voglia acquisire strumenti di ricerca personale e professionale legati all’educazione alle differenze di genere e alle tecniche teatrali del Living Theatre applicate alle relazioni di genere, alla vita interiore ed emotiva, al corpo, alla sessualità e all’identità di genere.

I contenuti del laboratorio si possono leggere sul sito del Progetto Naturaldurante, che organizza l’evento formativo. Di seguito i riferimenti.

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CONTENUTI: IL CORPO NON MENTE

 

 INFO EVENTO SETTEMBRE: 9-11 SETTEMBRE SALENTO

 

LUOGO: LE COSTANTINE

 

CONTATTI

progetto.naturaldurante@gmail.com

3460461552 – 3334436734

UNA (NON) LEZIONE DI DISOBBEDIENZA

Philip K.Dick portrait by Robert Crumb
Philip K.Dick portrait by Robert Crumb

Insegnare la disobbedienza non è possibile, si può solo dare un esempio. È l’insegnamento di fondo del racconto L’ultimo test di Philip Dick, messo in scena da Daniele Barbieri nella sua chiacchiera-spettacolo Sette storie (o più) di futuri in scena.

Lo spettacolo prende le mosse dal testo Quando c’era il futuro, Tracce pedagogiche nella fantascienza, che DB ha scritto insieme a Raffaele Mantegazza, e che descrive i modi in cui attraverso la fantascienza si possono risalire le questioni più scottanti che si aprono in campo di educazione e formazione. Perché “educare un ragazzo o una ragazza significa giocare con il futuro […] per questo motivo l’educazione è così vicina all’utopia e a tutte le forme di immaginazione che gli esseri umani hanno cercato di utilizzare per immaginare il futuro”. Continua a leggere “UNA (NON) LEZIONE DI DISOBBEDIENZA”