Ritorno alla Diaz

Giuliano Giuliani in Piazza Alimonda 2016

Qualche giorno fa la scuola Diaz di Genova, teatro del noto massacro delle forze dell’ordine ai danni di manifestanti inermi durante il summit G8 del 2001, ha ospitato per la prima volta un incontro pubblico riguardante quei fatti. (*) Esattamente 15 anni dopo, nella palestra dell’edificio genovese, hanno preso la parola i rappresentanti di Amnesty International e dell’Osservatorio sulla Repressione, i genitori di Carlo Giuliani, alcune delle vittime di quella nottata e l’autore del libro «Happy Diaz». Proprio nei giorni in cui la Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo condanna l’Italia per le torture alla Diaz. Proprio nei giorni in cui il Senato italiano, con perfetto tempismo, affossa il disegno di legge sul reato di tortura

di Gianluca Ricciato

(ripreso da La Bottega del Barbieri)

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L’estinzione della capacità di fare collegamenti

Trivellazioni, energia, petrolio, guerra, immigrazione, capitalismo, disastri ambientali, crisi economica: è davvero possibile mettere il silenziatore agli intricati ma evidenti collegamenti fra tutti questi problemi?

Pubblicato originariamente su La Bottega del Barbieri, 8 aprile 2016

di Gianluca Ricciato

Un po’ di anni fa, ormai quasi una quindicina, eravamo nel periodo successivo ai fatti del G8 di Genova, al crollo delle Torri Gemelle di New York e alla successiva entrata nella cosiddetta “guerra infinita”. In quel periodo partecipai a un dibattito dove Daniele Barbieri, fondatore di questo sito, disse una cosa che mi è sempre rimasta in mente: uno dei principali strumenti di controllo è cercare di impedire alle persone di fare i collegamenti fra le cose che succedono.

Nei mesi a cavallo tra 2015 e 2016 abbiamo assistito alla distruzione di uno Stato dalla civiltà millenaria (la Siria), a migliaia di esseri umani deportati davanti a una rete di filo spinato in una cittadina macedone di nome Idomeni, a una serie di attacchi terroristici del cosiddetto ISIS, all’indagine riguardante la gestione dei giacimenti petroliferi di Eni e Total in Basilicata e, non ultimo, a un pauroso omicidio, quello del ricercatore Giulio Regeni, che le notizie trapelate proprio in questi giorni stanno iniziando a descrivere come un possibile omicidio di Stato perpetrato dal governo egiziano. Continua a leggere “L’estinzione della capacità di fare collegamenti”

Il maschile tra natura, cultura e altre invenzioni

Questo testo di qualche anno fa è nato come rielaborazione di un mio intervento tenuto durante l’incontro: “Sessualità maschile e potere” a Catania il 25 novembre 2009 e pubblicato per la prima volta sul Blog “Daniele Barbieri e altr*” (ora transitato su La Bottega del Barbieri). Molte delle esperienze descritte prendono spunto dal lavoro del Laboratorio Smaschieramenti di Bologna di cui ho fatto parte, nato e vissuto nel centro sociale Atlantide, sgomberato malamente lo scorso novembre e a cui sono sempre vicino e che è il simbolo di quello che in Italia fa sempre fatica a trovare cittadinanza in mezzo alle lamentele mediatiche e alle violenze insensate del potere di turno.

Gianluca Ricciato

atlantide

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UNA (NON) LEZIONE DI DISOBBEDIENZA

Philip K.Dick portrait by Robert Crumb
Philip K.Dick portrait by Robert Crumb

Insegnare la disobbedienza non è possibile, si può solo dare un esempio. È l’insegnamento di fondo del racconto L’ultimo test di Philip Dick, messo in scena da Daniele Barbieri nella sua chiacchiera-spettacolo Sette storie (o più) di futuri in scena.

Lo spettacolo prende le mosse dal testo Quando c’era il futuro, Tracce pedagogiche nella fantascienza, che DB ha scritto insieme a Raffaele Mantegazza, e che descrive i modi in cui attraverso la fantascienza si possono risalire le questioni più scottanti che si aprono in campo di educazione e formazione. Perché “educare un ragazzo o una ragazza significa giocare con il futuro […] per questo motivo l’educazione è così vicina all’utopia e a tutte le forme di immaginazione che gli esseri umani hanno cercato di utilizzare per immaginare il futuro”. Continua a leggere “UNA (NON) LEZIONE DI DISOBBEDIENZA”