La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed

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Nel tratto di mare che guardo in questa foto hanno deciso di costruire la piattaforma di approdo di un gasdotto (un altro in Salento, dopo Tap). Ciò è avvenuto grazie alla società Igi-Poseidon, alla multinazionale energetica francese Edison e ai governi israeliano, greco, cipriota e italiano.

L’accordo è stato firmato dal precedente governo Gentiloni nella persona del ministro Carlo Calenda. Il governo attuale è schizofrenico (che novità), da un lato nelle settimane scorse ha richiesto al parlamento europeo nuove valutazioni di impatto ambientale, mentre poche settimane prima Salvini era in Isreale a tranquillizzare i suoi soci in affari su questo gasdotto.[1] Continua a leggere “La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed”

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Intervista ai Menamenamò e a P40

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La Sagra della conserva mara la scoprii una sera di metà agosto degli anni 2000 e da quel giorno diventò un evento imprescindibile dell’anno, finché è durata. Per molti motivi.

Perché per qualche strano effetto miracoloso, pur non sopportando i cibi piccanti, ho amato subito questa specie di nutella ante litteram del popolo contadino fatta di pummitori bruciati allu sule sulle lamie e peparussi mari.

Perché è una sagra vera e non un evento del folklore commerciale salentino.

Perché i Menamenamò che la organizzano sono un un collettivo intergenerazionale, un’associazione culturale a carattere etno-musicale, un gruppo musicale vero e non un evento del folklore commerciale salentino.

Perché Piazza Vittoria a Spongano è meravigliosa. Perché ci ho passato serate memorabili. Continua a leggere “Intervista ai Menamenamò e a P40”

Il corpo non mente. Laboratorio sull’educazione alle differenze in Salento

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Si svolgerà dal 9 all’11 settembre il laboratorio Il corpo non mente. Identità di genere e Living Theatre sull’educazione alle differenze di genere attraverso le tecniche del Living Theatre e della pedagogia alternativa. Il luogo che ospita il laboratorio è la masseria Le Costantine di Casamassella (Lecce), nella campagna salentina appena sotto Otranto, a pochi kilometri da Porto Badisco, sull’Adriatico.

Le Costantine è un luogo legato storicamente alla promozione del lavoro femminile, ma l’iniziativa è aperta a uomini e donne. Il corpo non mente è un laboratorio interattivo rivolto a chi voglia acquisire strumenti di ricerca personale e professionale legati all’educazione alle differenze di genere e alle tecniche teatrali del Living Theatre applicate alle relazioni di genere, alla vita interiore ed emotiva, al corpo, alla sessualità e all’identità di genere.

I contenuti del laboratorio si possono leggere sul sito del Progetto Naturaldurante, che organizza l’evento formativo. Di seguito i riferimenti.

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CONTENUTI: IL CORPO NON MENTE

 

 INFO EVENTO SETTEMBRE: 9-11 SETTEMBRE SALENTO

 

LUOGO: LE COSTANTINE

 

CONTATTI

progetto.naturaldurante@gmail.com

3460461552 – 3334436734

Il primo sciopero nero

boncuri

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo scritto originariamente per le “scor-date” de Il blog di Daniele Barbieri e altr*

«O vogliono che questi giovani che hanno famiglia, vadano alla disperazione, come quei poveri contadini giù nel Tacco? Loro gli mandano i soldati e i carabinieri, sparano, legano, buttano in galera, e credono d’aver tutto bello e sistemato. Qui è question di fame, è question»

Vasco Pratolini[1]

Prendi una piccola terra del Sud Italia chiamata Salento, che vive da secoli di agricoltura e da qualche anno di turismo, da quando le amministrazioni locali si sono inventate amene attività folkloristiche come la riscoperta della pizzica e quella della lingua grika, che tanto attirano le masse urbane alienate bisognose di divertimenti alternativi.

Prendi una popolazione, quella salentina, in cui una larga fetta non è mai riuscita ad uscire dalla mentalità feudale, che chiama ancora «feudi» le zone di campagna limitrofe alle aree urbane, che ragiona spesso e volentieri in termini di razza e di identità e funziona, dal punto di vista lavorativo, in termini di padroni, caporali e servi della gleba. E mai criticare o contraddire quella larga fetta, se no si innervosisce e non ragiona più.

Prendi un’altra popolazione più eterogenea che vive in Italia, quella dei «negri» che fanno lavori stagionali nelle campagne perché gli italiani non vogliono più farli, girano dal Trentino all’Emilia al Tavoliere delle Puglie e verso luglio arrivano anche in Salento per raccogliere angurie e pomodori, dato che questi due prodotti sono richiestissimi dalle masse urbane alienate di cui sopra, che vanno a fare la spesa nei loro luoghi sacri, i supermercati. Continua a leggere “Il primo sciopero nero”