L’ultimo anno (3) # Incoming Bologna. Sesso, droga e Marlboro Country

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Ottobre 1995

 

Titti e Rosario erano arrivati a Bologna qualche settimana prima di me, ma questo lasso di tempo era stato decisivo per conoscere la sede storica del Livello 57 al Bestial Market, e perché rimanesse mitologia per me quella sede. Ci andarono la sera della chiusura definitiva – della sede non del Livello – vinsero una manciata di erba durante una specie di riffa festosa di chiusura.
L’entrata si pagava qualche migliaio di lire. Continua a leggere “L’ultimo anno (3) # Incoming Bologna. Sesso, droga e Marlboro Country”

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Il regime di ipermetaforicità

     La nostra cultura e la società che ne deriva risultano imbrigliati in un tentativo infinito di “integrale ripresentazione del mondo” attraverso parole, figure, immagini cioè astrazioni, generalizzazioni, razionalizzazioni che nel meccanismo della selezione e della codificazione dei significati escludono parti consistenti di realtà e finiscono spesso col trasformare le cose in segni di qualcos’altro e qualcos’altro ancora, così via fino a divenire segni di niente. (Un racconto metonimico)

Testo ripreso da: Gli ordini simbolici di metafora e metonimia

G. Ricciato, Tesi di laurea, Univ. di Bologna, 2004

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L’ultimo anno (2) # La nebbia

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LA NEBBIA PLACE DE LA BASTILLE

Ottobre 1995

Nelle prime due settimane di domicilio effettivo a Bologna ho capito alcune cose. Che le ragazze quando arrivano si tingono i capelli di rosso, di fucsia o di verde. Che l’Osteria delle Dame non esiste più, anche se da qualche parte fuori dalla Via Emilia esistono dei locali fumosi dove si suona il jazz che io non conosco. Che ai bolognesi non frega niente dei locali fumosi dove si suona il jazz, interessa solo a me e a qualcun altro. Che al 36 occupato parlano di cose pallose e poco comprensibili mentre al piano di sotto certi altri si fanno le pere. Che se non ce la faccio a tornare a casa per la fattanza posso anche dormire al 36 unendo due banchi. Che il bar fighetto di Piazza Maggiore non mi dà un bicchiere d’acqua dal rubinetto perché non si paga. Che non serve andare dal controllore, sul 62 notturno alle tre di notte, per comunicargli che non c’erano biglietterie aperte dove acquistare il titolo di viaggio, tanto la multa me la fa lo stesso. Continua a leggere “L’ultimo anno (2) # La nebbia”

Il maschio ha perso solo il pelo. Ovvero della metafisica del dominio

Arvuda Bystrom
L’immagine della fotografa svedese Arvida Bystrom scattata per una pubblicità dell’Adidas, che ha scatenato l’odio della rete, come si dice. Vedi nota 1

 

Un comportamento selvaggiamente sensuale

Anni fa ho avuto una storia con una ragazza che non si depilava le gambe. Aveva belle gambe che spesso portava scoperte. Poi a un certo punto iniziò a depilarsi perché il vantaggio della libertà dalla depilazione stava diventando minore rispetto allo svantaggio di dover vivere in una società di nuovi maschi alienati con in mano oggetti del progresso tecnologico e nel cervello sordide regressioni patriarcali. E ciò iniziava anche ad essere pericoloso. Stiamo parlando degli anni Zero di questo secolo. Continua a leggere “Il maschio ha perso solo il pelo. Ovvero della metafisica del dominio”