La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed

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Nel tratto di mare che guardo in questa foto hanno deciso di costruire la piattaforma di approdo di un gasdotto (un altro in Salento, dopo Tap). Ciò è avvenuto grazie alla società Igi-Poseidon, alla multinazionale energetica francese Edison e ai governi israeliano, greco, cipriota e italiano.

L’accordo è stato firmato dal precedente governo Gentiloni nella persona del ministro Carlo Calenda. Il governo attuale è schizofrenico (che novità), da un lato nelle settimane scorse ha richiesto al parlamento europeo nuove valutazioni di impatto ambientale, mentre poche settimane prima Salvini era in Isreale a tranquillizzare i suoi soci in affari su questo gasdotto.[1] Continua a leggere “La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed”

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Cineracconto e i dieci anni prima

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Panorama di Bologna da Villa Spada, 2009

Visto che siamo in tema di #tenyearschallenge, che tradotto significa più o meno #chestavofacendodieciannifa, allora ne approfitto per dire una cosa importante che ho fatto dieci anni fa, e lo faccio nell’occasione della mia prima uscita musicale ufficiale, il mini-disco Cineracconto.

Dieci anni fa, nel 2009, decisi che erano troppi anni che suonavo, scrivevo e componevo cose per me senza riuscire a dare loro una forma accettabile per il mondo esterno, per vari motivi, mia indolenza, mondo difficile, altre cose da fare sempre più importanti, tendenza alla dispersività, paura.

E intanto mi erano successe nella vita tante cose che mi avevano riempito i taccuini, la mente e le orecchie, tante che rischiavano di esondare, e infatti esondarono, proprio nel 2009, ten years ago. Continua a leggere “Cineracconto e i dieci anni prima”

L’ultimo anno (9) # L’eterno ritorno della gatta

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CAMPAGNE ARADEO

Nuovo Millennio

 

La gatta ha generato sei gattini nel giardino della mia casa di famiglia. Saranno vent’anni che questa gatta se ne va in giro a scoparsi chi gli pare, torna per il cibo e per le coccole e partorisce micro gatti. In realtà non è sempre lei, lei è stata una dei micro gatti, una figlia, ma la sua mamma, la sua nonna, la sua bisnonna erano uguali a lei.
Tigrate, sveglie, occhio di lince, promiscue e allo stesso tempo tenere, affettuose, concilianti e mediatrici con il mondo degli umani. Quando nascevano erano le più forti, quest’ultima in particolare perse la madre dopo un mese di vita, schiacciata da una macchina un giorno che si era inoltrata sulla strada principale, e praticamente svezzò lei i suoi due fratellini che le succhiavano il pelo cercando inutilmente un capezzolo. Continua a leggere “L’ultimo anno (9) # L’eterno ritorno della gatta”

L’ultimo anno (8) # Il sud, la fuga, gli Almamegretta

 

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ionio
 

Nella permanenza temporanea in madrepatria succedeva spesso in quegli anni che andassi in giro con una vecchia Uno piena di amici musicassette e marijuana, tra le strade provinciali che univano i paesi e le stradine di campagna che portavano ai luoghi del lavoro agricolo.

C’era una strada che degradava lentamente verso lo Jonio, la percorrevamo spesso per avvicinarci al livello del mare. In alcuni punti la si poteva vedere chiaramente dall’alto, era una striscia grigia e luccicante ai raggi del sole, lunga e quasi puntiforme tra le migliaia di ulivi con le chiome bionde e la terra rossa.

Avevamo i sensi aperti dall’erba e dalla vita. I bassi elettrizzanti di Anima Migrante e di Sanacore erano la loro colonna sonora. Erano i primi due album degli Almamegretta che avevano consumato il mio stereo e portavano una verità forte e poco comprensibile da noi in quei momenti. Era una certa idea di natura che da allora non mi lasciò più, nulla a che fare con la natura selvaggia e incontaminata, quella che sarebbe bene rimanesse tale, quella poca che ancora c’è. Continua a leggere “L’ultimo anno (8) # Il sud, la fuga, gli Almamegretta”