Cineracconto e i dieci anni prima

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Panorama di Bologna da Villa Spada, 2009

Visto che siamo in tema di #tenyearschallenge, che tradotto significa più o meno #chestavofacendodieciannifa, allora ne approfitto per dire una cosa importante che ho fatto dieci anni fa, e lo faccio nell’occasione della mia prima uscita musicale ufficiale, il mini-disco Cineracconto.

Dieci anni fa, nel 2009, decisi che erano troppi anni che suonavo, scrivevo e componevo cose per me senza riuscire a dare loro una forma accettabile per il mondo esterno, per vari motivi, mia indolenza, mondo difficile, altre cose da fare sempre più importanti, tendenza alla dispersività, paura.

E intanto mi erano successe nella vita tante cose che mi avevano riempito i taccuini, la mente e le orecchie, tante che rischiavano di esondare, e infatti esondarono, proprio nel 2009, ten years ago. Continua a leggere “Cineracconto e i dieci anni prima”

Tropicale metropolitano

Tropicale metropolitano, canzone scritta qualche anno fa e dedicata a Bologna, è stata anche la sigla iniziale della serie di documentari Ultima generazione. Questa è la versione registrata negli studi Ateneriena

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Lo Yeti cercava giustizia ma trovò la legge

Lo Yeti è uno dei pochissimi locali romani che io conosca ad avere il bagno a norma di legge per chi non è “normodotato”, come si dice. Non sarà veramente una rarità mi auguro, perché io non ho visitato tutti i locali romani, ma qualche centinaio ormai credo di sì e sono quasi sicuro di non averne quasi mai incontrati, di bagni a norma di legge, nella capitale italiana (l’unico altro bagno a norma che mi viene in mente è quello di Tuba, sempre al  quartiere Pigneto).
Ci penso sempre, mentre mi infilo in anfratti angusti e spesso maleodoranti, alle poche leggi giuste come sempre disattese, e alle tante sbagliate che vengono usate contro le persone ogni giorno.
La storia dello Yeti di questi giorni parla più o meno di questo, anzi di molto peggio, e per questo voglio condividere una lettera scritta di getto dalla mia amica Francesca, scrittrice e ricercatrice, affezionata allo Yeti come me, anzi più di me.
La lettera è stata indirizzata alle istituzioni romane. Mi sembra che in poche parole dica un po’ tutto delle “normali” atrocità quotidiane che viviamo. Specialmente quando siamo un po’ meno “normali”.
Gianluca
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Che uomini vogliamo essere?

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di Gianluca Ricciato
ripreso da La Bottega del Barbieri

E’ questa la domanda fondamentale della nostra epoca in crisi? Gli uomini oggi si stanno davvero chiedendo cosa vogliono diventare, dopo più di settant’anni di femminismi, o è soltanto un abile gioco retorico da intellettuali che non possono più fare a meno di affrontare questo discorso? Esiste una nuova narrazione della sessualità maschile fuori dalla pornografia poco attraente dei grandi fratelli vip che sdoganano la complicità maschile alla violenza? Esistono comunità sovversive rispetto alla normatività maschile occidentale bianca e borghese che alimenta in questo momento guerre, distruzioni e tragedie dell’immigrazione, da Aleppo a Lampedusa? Stiamo costruendo, o stiamo riuscendo almeno ad immaginare modalità relazionali alternative agli argentini che stuprano e seviziano in branco una ragazzina sedicenne, all’altro branco nostrano che per anni reitera violenze su un’altra ragazzina nel silenzio generale, alla colonia di molestatori che a capodanno non riesce a controllarsi e tenere le mani a freno, al “normale idiota” che prende una tanica di benzina, sale in macchina e va a mettere fuoco la sua ex quando forse basterebbe qualcuno che gli insegnasse a gestire la sua rabbia e il suo dolore, se non fosse stato cresciuto appunto come un idiota criminale (la banalità del maschio) da questa società? Continua a leggere “Che uomini vogliamo essere?”