La terra metonimia della Terra

Irrompe nel discorso politico di queste settimane il testo della Confluencia femminista “Un’economia femminista per un mondo in trasformazione”, a ricordarci come ecologia e femminismo dovevano essere sovversione del capitalismo, non giardinaggio e passeggiate, e nemmeno occasioni di assimilazione nel sistema senza mettere in discussione il logocentrismo del patriarcato tecnocratico. Agroecologia, ecofemminismo e mediattivismo: le parole scippate dell’inizio millennio antiglobal sono state state pratiche di vita smorzate?  Ci hanno davvero rubato l’agibilità politica in questi venti anni di millennio globalizzato?

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Immagine di Pablo Echaurren

 

“La chiesa dice: il corpo è una colpa

La scienza dice: il corpo è una macchina

La pubblicità dice: il corpo è un affare

Il corpo dice: io sono una festa”

Eduardo Galeano

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Gli affari

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Nel 2010, dopo l’ennesima collaborazione con una benemerita realtà del terzo settore che non voleva pagarmi il lavoro che le avevo prestato, e sfiancato da anni di collaborazioni di questo tipo, decisi di mandare la famosa lettera dell’avvocato per sollecitare il pagamento.
Era una Ong in forma di cooperativa in questo caso, che partecipava ad un bellissimo progetto internazionale a carattere socio-ambientale, insieme ad altre realtà sicuramente migliori di lei. La suddetta Ong aveva scarso interesse a portare avanti questo progetto – aveva solo interesse per i fondi europei che le sarebbero entrati – per cui durante il lavoro rese la vita impossibile a noi collaboratori/trici precarie che ci facevamo il culo girando l’Italia con passione e mezzi di fortuna, e poi, ciliegina sulla torta, si dimenticò di noi e dei nostri soldi appena finimmo la collaborazione.  Continua a leggere “Gli affari”

Il Daniele che irrompe nell’alienazione della sinistra

pertini pazienzaDopo anni di cretinizzazione della sinistra, dove le cose più importanti che si riescono a dire collettivamente sono frasi del tipo: “devono parlare solo gli esperti”, “in questo mondo di ignoranti, trogloditi, medievali”, “non ci sono più i professori di una volta, le scuole di una volta, la cultura di una volta, i Pertini di una volta, gli Andreotti di una volta”.

Dopo anni in cui si è totalmente persa qualunque capacità pratica di contrastare il consumismo capitalista che asfissia menti corpi e spiriti, quello che Pasolini chiamava la merda borghese che è un fascismo peggiore del fascismo, ed esserne diventati i più strenui difensori, che ridicolizzano chiunque pratichi alternative di vita, brandendo la virile verga del debunking autoritario (gomblotto!, feik nius!) e vomitando bile contro chiunque legga la realtà non accettando la neoscolastica tecnonazista (questa sì, di matrice agostiniano-medievale).

Dopo anni in cui si è persa qualunque capacità politica collettiva, polverizzata in mezzo ai commenti autoflagellanti su facebook e su twitter, e quello che (r)esiste sono pratiche totalmente illegibili da parte del sistema mediatico, ma sono pratiche che ovviamente esistono, perché esisterà sempre qualcuno che riesce ad andare avanti in mezzo a qualunque totalitarismo, solo che il telegiornale non te lo dice.

Pratiche che rompono lo schema e irrompono nonostante vengano deformate e bullizzate quelle poche volte che arrivano al mainstream, e tra queste, le più importanti, le pratiche di pedagogia alternativa che mettono in pratica (aiuto, la pratica!) quello che da settant’anni stanno dicendo le ricerche pedagogiche più importanti, le marie montessori messe sulle mille lire e dimenticate. Continua a leggere “Il Daniele che irrompe nell’alienazione della sinistra”

Leggere “Carcajada profunda y negra” nell’era della paranoia social

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C’è stata, nemmeno tanto tempo fa, un’epoca in cui in ambiti intellettuali di movimento era possibile diffondere ricostruzioni diverse da quelle ufficiali, anche quando si trattava di terrorismo e di grandi poteri capitalisti.
Poi sono arrivate le fake news, i gomblotti e gli antibufalari di professione; la derisione e l’odio bipartisan per il diverso per razza o stile di vita; il binarismo delle posizioni e l’alternanza dei due nazicapitalismi; l’ossessione per il terrapiattismo e altre notizie pompate ad arte per deviare e mistificare i dibattiti scomodi; l’invenzione in laboratorio, da parte di novelli Mengele virtuali, di una maggioranza pro tav, pro tap, pro vax, maggioranza che prima non si era mai occupata di nessuno di questi argomenti (tav, tap, vax); l’invenzione in laboratorio di una sinistra geneticamente modificata edificata sui simboli del passato; l’interiorizzazione di un tecnicismo rudimentale, acefalo e acritico innalzato a verità scientifica assoluta da parte della maggioranza schiacciante della popolazione.
È  arrivata, insomma, la nuova fase più profonda di quella rarefazione della realtà già intravista da molti intellettuali, di movimento o meno: la fase della paranoia social.
Abbiamo tuttavia reperti di quel periodo passato, reperti di inizio millennio, a volte macabri e crudi nella loro insolenza, anche nei confronti della morte.
Questi reperti potevano a volte, per ipotesi, riportare ricostruzioni verosimili e plausibili.
E potranno farlo in futuro, quando i posteri usciranno da questa paranoia e ricominceranno ad abitare la Terra reale.
G.R.

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Una settimana da paura

Manifesto - Campagna di Vaccinazione
Immagine del Manifesto apparso sui muri di Roma per la campagna di vaccinazione della Regione Lazio (2016)

Una settimana da paura. Il capitalismo scientista occupa giornali, televisioni e Senato

di Gianluca Ricciato

 

Nel giro di una manciata di giorni, dal 7 al 13 ottobre, il capitalismo finanziario legato alle multinazionali farmaceutiche è riuscito in Italia, con i suoi esponenti e fiancheggiatori, ad occupare giornali, editoria, televisione e Senato. Roberto Burioni con la sua nuova uscita “Balle mortali” onnipresente. La Glaxo Smith Kline, multinazionale farmaceutica condannata per tangenti, in Italia e non solo[1], e che ha investito nel 2016 un milione di euro in Toscana[2] per il business dei vaccini, viene ospitata in una sala del Senato insieme a Walter Ricciardi, numero uno dell’Istituto Superiore Sanità (ISS) e consulente più o meno velato della Glaxo, come emerso nel libro Vacci-nazione[3] della giornalista Giulia Innocenzi, in barba ai conflitti d’interesse. Lo stesso Ricciardi che riparte con una campagna d’odio virale, questa volta contro Giancarlo Pizza, da anni presidente dell’ordine dei medici, per aver osato esprimere dubbi sulla legge 119/2017, la cosiddetta legge Lorenzin, ormai famigerata. E tutta la solita manciata di “scienziati” pop provax, gli stessi onnipresenti in questa settimana sui media che si ritrovano pronti, a poche ore dalla morte di una bambina a Melfi, in Basilicata, a insultare l’intelligenza collettiva fornendo diagnosi last minute, e a schernire il dolore dei genitori che chiedono l’ovvio, ossia che venga aperta un’inchiesta partendo dai sospetti, visto che la morte è avvenuta a 24 ore dalla vaccinazione. Continua a leggere “Una settimana da paura”