La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed

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Nel tratto di mare che guardo in questa foto hanno deciso di costruire la piattaforma di approdo di un gasdotto (un altro in Salento, dopo Tap). Ciò è avvenuto grazie alla società Igi-Poseidon, alla multinazionale energetica francese Edison e ai governi israeliano, greco, cipriota e italiano.

L’accordo è stato firmato dal precedente governo Gentiloni nella persona del ministro Carlo Calenda. Il governo attuale è schizofrenico (che novità), da un lato nelle settimane scorse ha richiesto al parlamento europeo nuove valutazioni di impatto ambientale, mentre poche settimane prima Salvini era in Isreale a tranquillizzare i suoi soci in affari su questo gasdotto.[1] Continua a leggere “La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed”

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Pasolini e la globalizzazione finanziaria

petrolio.jpgPier Paolo Pasolini fu ucciso il 2 novembre 1975. Lasciò incompleto il romanzo Petrolio, ispirato alla figura di Eugenio Cefis, protagonista della scalata ENI-Montedison e probabile fondatore della P2. Le ricerche di PPP prendono avvio da un discorso pubblico in cui Cefis descrive la nascita della finanza multinazionale, che per Pasolini era la causa del furto dell’identità, della storia, della cultura e della dignità dei popoli e la loro riduzione a ridicoli automi servi del mercato e del consumismo. Il film La Macchinazione descrive come PPP fu ucciso da un gruppo neofascista assoldato da “poteri forti”. 

Ma il 2 novembre 1975 gli italiani seppero che Pasolini morì perché era omosessuale e aveva giri torbidi. E 43 anni dopo gli italiani pensano ancora questo. O non pensano più niente perché pensa la finanza multinazionale al posto loro.  Continua a leggere “Pasolini e la globalizzazione finanziaria”

Le uova di Genova arrivano da Mogadiscio?

Alcuni dettagli fotografici che mostrano particolari della sequenza dell’omicidio di Carlo Giuliani (20 luglio 2001)

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Un estintore vuoto. Un ragazzo che vede una pistola puntata ad altezza uomo e solleva l’estintore per tirarlo contro la pistola, un defender dei Carabinieri fintamente bloccato ma immotivatamente fermo in mezzo ad una piazza sfiancata da ore di scontri creati ad hoc dalla Polizia. Lo sparo che arriva da una distanza superiore a 3 metri. Il nome del vero assassino che non riesce a uscire fuori, dopo più di 15 anni. Una giustizia pilotata che parla di “legittima difesa”. L’inizio sanguinario dell’era della globalizzazione finanziaria in Italia.

 

MANO STRANA DETTAGLIO MESSO A FUOCO
MANO STRANA DETTAGLIO MESSO A FUOCO
DETTAGLIO PISTOLA PUNTATA ALTEZZA UOMO
DETTAGLIO PISTOLA PUNTATA ALTEZZA UOMO
DURANTE LA FUGA
DURANTE LA FUGA
DETTAGLIO PLACANICA DURANTE MANOVRA
DETTAGLIO PLACANICA FERITO DURANTE MANOVRA CHE NON STA IMPUGNANDO LA PISTOLA

placanica in ospedale-manovre sulla sua pistola

39 -placanica arriva all'ospedale ferito alla sinistra della testa



 


 

 

Per ulteriori dettagli sulle dinamiche delle violenze leggi anche “Ero al g8”

Continua a leggere “Le uova di Genova arrivano da Mogadiscio?”

Chi ha ucciso Renata Fonte, ragazza del Sud?

«È strano come un piccolo paese con un pezzetto di mare

e quattro casette bianche addormentate al Sole

bastino a placare un animo inquieto e a dissolverne le pene.                                                      

È per questo che qui mi precipito da anni, ormai,                                                               

quando mi pare di non reggere più alle continue prove della vita,                                         

alle disillusioni, alla tristezza.                                                                                                      

Qui sono al sicuro, mi ripeto, fuori dal mondo,                                                                  

protetta quasi come ai tempi in cui erano gli altri                                                                         

a decidere per me, a difendermi dalle contrarietà»

Renata Fonte

(inedito – ora riportato in «Nostra Madre Renata Fonte», di Ilaria Ferramosca e Gian Marco De Francisco, 001 Edizioni, 2012)

porto selvaggio

Alla fine degli anni Ottanta, «Telefono Giallo», la famosa trasmissione condotta da Corrado Augias, dedicò una puntata intera al caso dell’omicidio di Renata Fonte, 33 anni, assessora alla cultura del comune di Nardò, provincia di Lecce – in quota Partito Repubblicano – assassinata il 31 marzo 1984 da due sicari per conto del suo compagno di partito Antonio Spagnolo, «per motivi futili e abietti», come scrisse la Corte durante la sentenza del processo. Continua a leggere “Chi ha ucciso Renata Fonte, ragazza del Sud?”