Sembrava facile toccarlo con un dito

Una sera mi trovavo dentro la Trattoria da Vito, a Bologna, in piedi nell’atrio antistante la sala grande, vicino alle foto e al pianoforte. Vidi Guccini passare e avviarsi verso l’uscita, lo chiamai: “Francesco”. Lui si girò e mi disse “oohh”. Ero giovane, ma la mia gioventù era quella degli anni Novanta, non degli anni Settanta.

Gli chiesi a bruciapelo: “Ma Keaton, chi l’ha scritta?”

“L’ha scritta Lolli”, mi rispose, con l’accento dell’Appennino Modenese. Mi guardò con la faccia che diceva cinno, brisa strazzer i maron, e se ne andò.

RITRATTO LOLLI 2.jpgMi vergognai naturalmente. Di diecimila canzoni scritte da lui e amate da me, gli andai a chiedere proprio quella che non ha scritto lui. Il fatto è che la mia canzone preferita di Guccini è proprio Keaton. Naturalmente è anche la mia preferita di Lolli. La querelle sulle differenze tra le due versioni, sui reali patrocini, su se e quanto scritto dall’uno e dall’altro, sul significato di quel “Lolli-Guccini-Lolli” come credit all’interno dell’album Signora Bovary, poco mi importano, e poco mi importavano anche allora, in quella seconda metà degli anni Novanta in cui facevo lo studente borderline a Bologna. Mi interessava il mondo che descriveva quella canzone. Mi interessavano la musica, il cinema, la politica, l’esistenza, la fine del cinema muto, come i Weather Report erano forti, le tastiere in cui tutti mettono le mani, quelle ingiallite dal tempo, un po’ scordate dall’ignoranza e dalla passione degli umani.

Il mondo in cui era importante che la gente non fosse una somma di persone sole. Continua a leggere “Sembrava facile toccarlo con un dito”

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L’ultimo anno (5) # Un corpo che cade

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Frame tratto dal videoclip di Pappi Corsicato “Nun te scurdà” (Almamegretta)


Marzo 1996

Un giorno Igor mi annunciò l’arrivo di ospiti piemontesi per il fine settimana. I riminesi erano via e ci avevano già annunciato la fuga da casa, noi eravamo già impegnati nella ricerca dei sostituti e avevamo ormai preso in mano il timone del relitto. Per la prima volta iniziavo in qualche modo a sentirmi a casa a Bologna.
Mentre litigavo al telefono con un mio amico che mi aveva dato la certezza di occupare uno dei due posti ma pochi giorni dopo si era tirato indietro, entrarono i due ospiti. Preso dalla conversazione, salutai in modo sbrigativo, ma notai subito la chioma rossa che mi era sfilata accanto. Era di Anja, sorella di Igor e insieme a lei c’era un ragazzone con barba e stivali, André.
Chiusa la telefonata, iniziai a lamentarmi con Igor della vicenda appena conclusa e in questo modo mi introdussi a loro che si erano già seduti sul divano della cucina e avevano già stappato le prime birre. André era il compagno di sbronze per eccellenza di Igor, aveva ventiquattro anni e già un figlio di quattro e Igor stravedeva per lui. Anja era invece una ragazzina di diciotto anni, dai tratti francesi simili a Igor e due occhi verdi grandi e indagatori. Continua a leggere “L’ultimo anno (5) # Un corpo che cade”

L’ultimo anno (3) # Incoming Bologna. Sesso, droga e Marlboro Country

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Ottobre 1995

 

Titti e Rosario erano arrivati a Bologna qualche settimana prima di me, ma questo lasso di tempo era stato decisivo per conoscere la sede storica del Livello 57 al Bestial Market, e perché rimanesse mitologia per me quella sede. Ci andarono la sera della chiusura definitiva – della sede non del Livello – vinsero una manciata di erba durante una specie di riffa festosa di chiusura.
L’entrata si pagava qualche migliaio di lire. Continua a leggere “L’ultimo anno (3) # Incoming Bologna. Sesso, droga e Marlboro Country”