LA RINASCITA SARA’

CAMPAGNE ARADEO

Seminati i fiori.

Piantate le erbe aromatiche.

Suonato il pianoforte. Il jazz libero.

Mangiati unguli, spunzali, rape nfucate e mpille.

Il cibo salentino è una lingua, non un dialetto.

Fatto il bagno nell’Adriatico.

E dopo San Foca No Tap, il mare che resiste.

Alla mafia, ai fossili, alla guerra del capitale.

Fatti i giri in bici nelle campagne fiorite di primavera.

Fatto il bagno nello Jonio.

E dopo la Torre dell’Alto, Porto Selvaggio, il Belvedere Renata Fonte.

Che amava la bellezza e amava la vita.

Per questo sabotava il sistema della guerra, della mafia e del capitale. Continua a leggere “LA RINASCITA SARA’”

Il prossimo pasto

ghandi“Quando non si capisce una cosa bisogna fare uno sforzo di comprensione, non negare quella cosa. La negazione di ciò che non si capisce genera dei mostri” diceva Giuseppe Bucalo vent’anni fa, agli albori delle pratiche antipsichiatriche, dove anti-psichiatria, come dice lui, etimologicamente è agire prima della psichiatria, non contro. Quando i danni non sono ancora fatti. Oggi tra i danni psichiatrici quotidiani c’è la logica binaria dei social network dove la complessità viene cancellata dai conati reazionari che riducono i problemi filosofici, ecologici, alimentari, sociali e culturali a battaglie di schieramento. Dove la messa in discussione e il superamento di pratiche che hanno raggiunto i loro limiti evidenti – come ad esempio la produzione e il consumo alimentare nella nostra società, per dirne solo una – sono preda di isterie collettive al grido di gomblotto gomblotto, bufala bufala, vegani vegani. Isterie speculari e complementari a chi diffonde sul web bufale e complotti senza praticare il cambiamento che si vorrebbe. Come se, seguendo la logica binaria, a causa dei complottisti che vedono ovunque il Big Pharma spariscano i crimini delle multinazionali petrolifere, alimentari, farmaceutiche e chimiche. Il tempo come sempre spiegherà le cose fuori dalle logiche binarie, perché il tempo non è un’unità binaria come pensa la ragione riduzionista. Il tempo farà i collegamenti che la nostra ragione non riesce più a fare. Spiegherà perché diciamo da quindici anni che “voti ogni volta che fai la spesa”, ed è un voto politico molto più pesante delle fiction elettorali delle post-democrazie capitaliste. Perché diciamo da quindici anni che bisogna cambiare il mondo senza prendere il potere. Perché abbiamo iniziato a dire che un altro mondo, un’altra razionalità, un’altra scienza, un’altra cultura, un’altra intercultura, un’altra politica, un’altra forma di produzione, un’altra forma di convivenza e un altro linguaggio sono necessari. E le pratiche alternative sono in corso, nonostante le isterie e le guerre infinite. Con piacere quindi, ospitiamo questa riflessione. Per andare oltre.

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Tondelli. Il vissuto personale come fonte di conoscenza

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Oggi sono 25 anni che non c’è più Pier Vittorio Tondelli. Voglio ricordarlo con un piccolo pezzo che fece parte di una mia lunga ricerca, che poi diventò la mia tesi di laurea. Giusto per restituire un po’ delle cose di cui sono debitore, in primo luogo perché mi hanno insegnato ad essere libero…o almeno ci hanno provato. Gianluca

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Che uomini vogliamo essere?

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di Gianluca Ricciato
ripreso da La Bottega del Barbieri

E’ questa la domanda fondamentale della nostra epoca in crisi? Gli uomini oggi si stanno davvero chiedendo cosa vogliono diventare, dopo più di settant’anni di femminismi, o è soltanto un abile gioco retorico da intellettuali che non possono più fare a meno di affrontare questo discorso? Esiste una nuova narrazione della sessualità maschile fuori dalla pornografia poco attraente dei grandi fratelli vip che sdoganano la complicità maschile alla violenza? Esistono comunità sovversive rispetto alla normatività maschile occidentale bianca e borghese che alimenta in questo momento guerre, distruzioni e tragedie dell’immigrazione, da Aleppo a Lampedusa? Stiamo costruendo, o stiamo riuscendo almeno ad immaginare modalità relazionali alternative agli argentini che stuprano e seviziano in branco una ragazzina sedicenne, all’altro branco nostrano che per anni reitera violenze su un’altra ragazzina nel silenzio generale, alla colonia di molestatori che a capodanno non riesce a controllarsi e tenere le mani a freno, al “normale idiota” che prende una tanica di benzina, sale in macchina e va a mettere fuoco la sua ex quando forse basterebbe qualcuno che gli insegnasse a gestire la sua rabbia e il suo dolore, se non fosse stato cresciuto appunto come un idiota criminale (la banalità del maschio) da questa società? Continua a leggere “Che uomini vogliamo essere?”