Arancio fuoco

“A 16 anni le opzioni sono due:  visto che

o diventi pugile o diventi come me che sono debole, 

che non ho regole, che ho roba demodé, 

che detesto il cliché dell’uomo che non deve chiedere mai, 

dato che se non chiedi non sai” 

Caparezza

 

È quasi tramonto e il Sole si sta avviando a sparire dietro la fine dei binari. Marco è arrivato da circa un’ora nella piccola stazione cittadina e si è seduto sulla stessa panchina dove si trova ancora adesso, quella più lontana dall’entrata e dal passaggio continuo dei pendolari ritornanti in sede nel tran tran quotidiano a cui sono costretti. Li vede sparire e riapparire dalle rampe di scale del sottopassaggio, da lontano, li guarda e si sente lontano anni luce da loro.

Ha il telefono in mano ma non lo guarda più. Continua a fissare i binari che muoiono all’orizzonte e al di sotto del cerchio perfetto e arancione del sole caldo di luglio. Non sa cosa vuole, forse non vuole più niente. Continua a leggere “Arancio fuoco”

This is the end

Questa è la fine di un anno assurdo, incasinato, impanicato, fantastico, complicato e impegnato. Imprevedibile. È la fine di tutto quello che non dovrò mai più essere e di quello che ho imparato ad essere in questo duemilaequattordici.

E in questa fine c’è un’immagine, il bianco inaspettato come tutte le cose imprevedibili che non dipendono dagli esseri umani, il bianco che sfreccia verso la mia terra, gelido e ostico, bello e impenetrabile, mentre lo attraverso in macchina pensando a quello che mi sto lasciando alle spalle.

Io amo il freddo e la neve, come amo il caldo e il sole, amo tutto quello che ti fa perdere tempo, che ti interrompe, che ti riporta sulla terra facendoti sognare le stelle. Sarà per questo che ho uno strano e complicato modo di amare secondo molti esseri umani, sarà perché non mi sono mai lamentato quando nevica in città, e ho sempre pensato che gli esseri umani spesso usano il tempo in un modo che non lascia spazio né al caldo, né al freddo, né all’amore. Un modo anestetico.

Questa è la fine e ne sono felice. È la fine di un terremoto, e dopo il terremoto tu ci sei, e questo è l’inizio del mio sorriso e del mio godimento, e di tutto quello che dobbiamo ancora imparare.

Per essere noi.

Buona fine, buon inizio, buon “divenire ciò che si è”.

Sempre e comunque, che sia una fine o che sia un inizio, poco importa.

G

Cutrofiano, gennaio
Cutrofiano, gennaio

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Torre dell’Alto, marzo

Lombardia, aprile
Lombardia, aprile
Bologna, aprile
Bologna, aprile
Pianaccio, aprile
Pianaccio, aprile
Babilonia, aprile
Babilonia, aprile
Mar y Sol, maggio
Mar y Sol, maggio
Aradeo, giugno (ph. by Darinka)
Aradeo, giugno (ph. by Darinka)
Roma, agosto
Roma, agosto
Civitella Alfedena, agosto
Civitella Alfedena, agosto
Roma, settembre
Roma, settembre
Santa Maria al Bagno, ottobre
Santa Maria al Bagno, ottobre
Roma, novembre
Roma, novembre
Aradeo, dicembre
Aradeo, dicembre

Le ricerche possibili 2

A grande richiesta per lettrici e lettori delle Fiabe Atroci, dopo un anno e mezzo dal primo resoconto di ricerche possibili che portano il popolo italiano a imbattersi in questo blog, loro malgrado, ecco come regalo di Natale il seguito: le nuove più creative, bizzarre e appassionanti parole o frasi inserite su google o altri motori di ricerca che per qualche motivo fanno arrivare a questo blog. Scelte per voi, senza editing, da non perdere nemmeno queste! E votate la vostra preferita! 😉 sherlock 2

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