Pasolini e la globalizzazione finanziaria

petrolio.jpgPier Paolo Pasolini fu ucciso il 2 novembre 1975. Lasciò incompleto il romanzo Petrolio, ispirato alla figura di Eugenio Cefis, protagonista della scalata ENI-Montedison e probabile fondatore della P2. Le ricerche di PPP prendono avvio da un discorso pubblico in cui Cefis descrive la nascita della finanza multinazionale, che per Pasolini era la causa del furto dell’identità, della storia, della cultura e della dignità dei popoli e la loro riduzione a ridicoli automi servi del mercato e del consumismo. Il film La Macchinazione descrive come PPP fu ucciso da un gruppo neofascista assoldato da “poteri forti”. 

Ma il 2 novembre 1975 gli italiani seppero che Pasolini morì perché era omosessuale e aveva giri torbidi. E 43 anni dopo gli italiani pensano ancora questo. O non pensano più niente perché pensa la finanza multinazionale al posto loro.  Continua a leggere “Pasolini e la globalizzazione finanziaria”

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Il regime di ipermetaforicità

     La nostra cultura e la società che ne deriva risultano imbrigliati in un tentativo infinito di “integrale ripresentazione del mondo” attraverso parole, figure, immagini cioè astrazioni, generalizzazioni, razionalizzazioni che nel meccanismo della selezione e della codificazione dei significati escludono parti consistenti di realtà e finiscono spesso col trasformare le cose in segni di qualcos’altro e qualcos’altro ancora, così via fino a divenire segni di niente. (Un racconto metonimico)

Testo ripreso da: Gli ordini simbolici di metafora e metonimia

G. Ricciato, Tesi di laurea, Univ. di Bologna, 2004

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Il maschio ha perso solo il pelo. Ovvero della metafisica del dominio

Arvuda Bystrom
L’immagine della fotografa svedese Arvida Bystrom scattata per una pubblicità dell’Adidas, che ha scatenato l’odio della rete, come si dice. Vedi nota 1

 

Un comportamento selvaggiamente sensuale

Anni fa ho avuto una storia con una ragazza che non si depilava le gambe. Aveva belle gambe che spesso portava scoperte. Poi a un certo punto iniziò a depilarsi perché il vantaggio della libertà dalla depilazione stava diventando minore rispetto allo svantaggio di dover vivere in una società di nuovi maschi alienati con in mano oggetti del progresso tecnologico e nel cervello sordide regressioni patriarcali. E ciò iniziava anche ad essere pericoloso. Stiamo parlando degli anni Zero di questo secolo. Continua a leggere “Il maschio ha perso solo il pelo. Ovvero della metafisica del dominio”

Stefania

Articolo pubblicato originariamente sul sito di Maschile Plurale

Orvieto vista da Ciconia
Orvieto vista da Ciconia

Stefania era la presidenta. L’abbiamo conosciuta un giorno di qualche anno fa (forse era il 2012) mentre andava e veniva dalla cucina de La Svolta, mitica Ecosteria di Ciconia, frazione di Orvieto, a poche centinaia di metri dalle scuole in cui avevamo appena iniziato le lezioni sulle differenze e contro la violenza. La Svolta era uno di quei luoghi che io sogno sempre si diffondano a macchia d’olio, dove si praticano discipline orienatali, si fa cultura resistente, musica, si mangia bio ed equosolidale. E che come spesso accade non reggono alla barbarie del capitale, che semina ogni giorno nocività e morte nelle nostre vite. Continua a leggere “Stefania”