Le uova di Genova arrivano da Mogadiscio?

 

 

 

FICTION DELLA DEMOCRAZIA, DEMOCRAZIA DELLA FICTION

 

Molte persone come me si sono chieste come mai quelle 300.000 che eravamo sulle strade di Genova nel luglio 2001 e quelle milioni che eravamo nel mondo – a tentare di smascherare la dittatura finanziaria che di lì a poco sarebbe esplosa in tutta la sua violenza – invece di moltiplicarci in questi anni ci siamo divise. La risposta in realtà dovremmo già saperla da tempo, almeno da quando è finito il Novecento.

“E’ vano fare la critica dell’esistente con lo scopo di cambiarlo: l’esistente si riproduce non perché sia giudicato buono ma perché lo riproduce un meccanismo che può risultare più forte delle nostre intenzioni e critiche, per quanto giuste. Il problema è, allora, di spezzare il meccanismo della ripetizione”(1)

Per spezzare quel meccanismo avevamo e abbiamo messo in atto pratiche che si sono troppo spesso interrotte. Fuori di noi e dentro di noi. E così, invece di queste esperienze, sono cresciute le devastazioni dei territori, i diktat finanziari delle multinazionali petrolifere e agrochimiche, l’alienazione delle nostre vite, l’impoverimento culturale, i sordidi conati razzisti delle masse, perfettamente funzionali alla crisi infinita del capitalismo del terzo millennio. Continua a leggere “Le uova di Genova arrivano da Mogadiscio?”

HAPPY DIAZ – 15 ANNI DAL G8 (VIDEO)

21 luglio 2016. Per la prima volta dopo 15 anni si svolge un incontro all’interno della scuola Diaz di Genova, teatro del massacro durante la notte tra il 20 e il 21 luglio 2001, durante il vertice del G8.

Interventi:

Heidi Giuliani 00:35
Massimo Palma 8:12
Giuliano Giuliani 21:10
Lorenzo Guadagnucci 27:10
Mark Covell 43:01
Arnaldo Cestaro 57:40 Continua a leggere “HAPPY DIAZ – 15 ANNI DAL G8 (VIDEO)”

Duelli

Brano tratto dal romanzo:

L’ultimo anno, Gianluca Ricciato (Smasher 2013)

Frida Kahlo
Frida Kahlo Il mio vestito è appeso là o New York, 1933 Olio e collage su masonite, cm 46 × 50 Monterrey, FEMSA © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F.

Luglio 1996

Solo un altro giorno nella vita di un guaglione
tempo che non dà soddisfazione
Neffa

«Hai scopato?»
«Sì.»
«Ah beh.»
«Che cosa?»
«No, niente, dicevo beata te.»
«Mah, a te com’è andata?»
«Mmm, così così, ho scambiato qualche effusione affettuosa.»
«Certo, affettuosa.»
«Perché tu non sei stata affettuosa?»
«Per me l’affetto è un’altra cosa rispetto alla scopata dell’altra notte.»
«E chi è?»
«Che ti interessa?»
«Così per curiosità…»
«È un ragazzo marchigiano, si chiama Luigi.»
«Marchigiano?»
«Sì, perché non si può?»
«Ma stiamo litigando?»
«Non so, se vuoi litighiamo, sei tu che sei strano.»
«Non è che sono strano, è che non lo so, non me l’aspettavo e… dai non fare la svampita, non è che mi lascia indifferente.»
«Non sono svampita, nemmeno a me lascia indifferente che tu abbia avuto effusioni affettuose con Anja.»
«Senti, io ho passato una notte terribile con lei, va bene?»
«Mi dispiace.»
«Sei sicura che ti dispiaccia?»
«Sì.»
«Grazie, ma non lo so se mi va di parlarne adesso con te.»
«Va bene parliamo di altro.» Continua a leggere “Duelli”

Io so

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”. Continua a leggere “Io so”