Cultura, amore e radicazione

Se oggi siamo così è perché 20 anni fa

abbiamo ascoltato questa musica.

Gianluca

“CULTURA, AMORE E RADICAZIONE”
INTRO DEL CD “COMU NA PETRA
SUD SOUND SYSTEM – 1996

Testo di Treble “Lu Professore” (Antonio Petrachi)

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Il bambino nell’acquario, Lunar Park e Jay McInerney

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Bret Easton Ellis

Il bambino nell’acquario, Lunar Park e Jay McInerney

Gianluca Ricciato

hedda-gabler«I bambini erano inaffidabili – gli psicofarmaci che prendevano ne erano la prova. Inoltre Robby aveva appena cambiato antidepressivi. Gli avevano prescritto il Luvox per gli attacchi d’ansia che lo tormentavano da quando aveva sei anni e che dal mio arrivo si erano fatti più intensi – chi poteva davvero dire quali fossero gli effetti collaterali? Il suo medico ci aveva assicurato che non ce n’erano, salvo qualche leggero problema gastrointestinale, ma i dottori dicevano sempre così, e comunque senza quella medicina Robby non riusciva a star fermo. Senza le pasticche non sarebbe riuscito a superare il planetarium. Senza il Ritalin non si sarebbe mai spinto fino al centro commerciale per cercare un costume, come aveva fatto all’inizio della settimana. Per poco non scivolai su uno skateboard, entrando nella sua stanza, ma il volume della Tv era così alto che Robby, seduto sul letto, non se ne accorse.»

(Bret Easton Ellis, Lunar Park) Continua a leggere “Il bambino nell’acquario, Lunar Park e Jay McInerney”

2001 L’oscena bellezza della verità

Un incrocio di forze astrali nel passaggio del millennio, che apre un passaggio extrasensoriale verso un altro mondo possibile, uno squarcio nella noiosa seriale narrazione quotidiana dell’orrore scintillante consumista, dove l’etica, l’estetica, la logica, la verità hanno dei canali prestabiliti e non esistono altri pensieri possibili.

Tutto inizia a cambiare a cavallo tra i due millenni.

I primi vertici del nuovo villaggio globale, lo zapatismo del Chiapas, la nuova autonomia, la richiesta di principi di precauzione, la rivolta di Seattle. Napoli, Goteborg, Genova. La verità sulle multinazionali farmaceutiche, petrolifere, agro-chimiche, verità già narrate nei quotidiani nazionali, ma mancano i passaggi, i collegamenti, le interpretazioni perché nel mare inutile dell’informazione quotidiana la notizia di oggi lava quella di ieri.

Lo squarcio che si apre è proprio quello sull’orrore violento dell’economia predatoria capitalista, che schiavizza il Sud del mondo e aliena il Nord, distruggendo l’esistente, terra, piante e animali.

E ora si scopre che il dio denaro è nudo. Si sa già tutto, basta solo fare i collegamenti. Ma la novità di questa inedita forma di dominio più virtuale che reale è proprio questa: non si censura la notizia, si rendono incapaci le menti di fare i collegamenti. E’ una guerra psichica quotidiana, apparentemente pacifica, che diventa violenta quando qualcuno cerca di svelarne i meccanismi: allora quelle menti si rivoltano contro la verità, e contro sé stesse principalmente.

Non è un discorso facile da fare, è un discorso di una complessità profonda, globale. Ci siamo coinvolti/e tutti/e nella guerra psichica, siamo vittime e carnefici di noi stessi/e, ma gli squarci di liberazione sono inenarrabile fonte di ossigeno, vita e felicità. Chi invece tratta con superficialità questa situazione, non fa che produrre danni peggiori, riproducendo il sistema che vorrebbe combattere. Come quelli che giocano al machismo sulle barricate.

Dal 2001, fino ad oggi, pistole, bombe, manganelli e depistaggi informativi quotidiani, spesso raffinatissimi come quello di far credere che “possa parlare di genocidio solo chi è laureato in genocidio” hanno provvisoriamente spezzato i collegamenti, e tengono in vita un sistema in coma, sempre più violento.

Ma l’oscena bellezza della verità, ormai, ha rotto gli argini della morale consumista.

Limes Marzo 2001
http://www.limesonline.com/sommari-rivista/i-popoli-di-seattle

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La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed

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Nel tratto di mare che guardo in questa foto hanno deciso di costruire la piattaforma di approdo di un gasdotto (un altro in Salento, dopo Tap). Ciò è avvenuto grazie alla società Igi-Poseidon, alla multinazionale energetica francese Edison e ai governi israeliano, greco, cipriota e italiano.

L’accordo è stato firmato dal precedente governo Gentiloni nella persona del ministro Carlo Calenda. Il governo attuale è schizofrenico (che novità), da un lato nelle settimane scorse ha richiesto al parlamento europeo nuove valutazioni di impatto ambientale, mentre poche settimane prima Salvini era in Isreale a tranquillizzare i suoi soci in affari su questo gasdotto.[1] Continua a leggere “La foto in cui guardo l’assedio dell’Eastmed”