L’ultimo anno (8) # Il sud, la fuga, gli Almamegretta

 

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ionio
 

Nella permanenza temporanea in madrepatria succedeva spesso in quegli anni che andassi in giro con una vecchia Uno piena di amici musicassette e marijuana, tra le strade provinciali che univano i paesi e le stradine di campagna che portavano ai luoghi del lavoro agricolo.

C’era una strada che degradava lentamente verso lo Jonio, la percorrevamo spesso per avvicinarci al livello del mare. In alcuni punti la si poteva vedere chiaramente dall’alto, era una striscia grigia e luccicante ai raggi del sole, lunga e quasi puntiforme tra le migliaia di ulivi con le chiome bionde e la terra rossa.

Avevamo i sensi aperti dall’erba e dalla vita. I bassi elettrizzanti di Anima Migrante e di Sanacore erano la loro colonna sonora. Erano i primi due album degli Almamegretta che avevano consumato il mio stereo e portavano una verità forte e poco comprensibile da noi in quei momenti. Era una certa idea di natura che da allora non mi lasciò più, nulla a che fare con la natura selvaggia e incontaminata, quella che sarebbe bene rimanesse tale, quella poca che ancora c’è. Continua a leggere “L’ultimo anno (8) # Il sud, la fuga, gli Almamegretta”

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L’ultimo anno (7) # Trance mediterranea

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Aprile 1996

 

IMG_20160604_174209Alla fine del primo semestre avevo già lasciato Semiotica, Latino e altre lezioni che per un motivo o per l’altro non mi interessava più portare avanti. Nonostante la moretta fascinosa, non avevo più intenzione di ritentare i test e stavo iniziando ad appassionarmi alla filosofia. Non mi imposi alcun obiettivo iniziale di sostenere esami, nella mia situazione generale nebbie comprese non era il caso di spingere il pedale della produttività.
Decisi di tentare due esami entro luglio e li scelsi, uno era Storia Romana perché comunque due storie le dovevo fare, il professore era simpatico e mio padre aveva a casa già parte dei libri. Le reminiscenze del liceo miste ai racconti paterni riguardanti la presenza della storia antica nella nostra terra meridionale mi avevano già acceso la curiosità, nonostante il programma sterminato, quasi mille anni di nascente vita occidentale in un solo esame. L’altro che scelsi fu Poetica e Retorica, un’eccentrica materia che spaziava dalla letteratura alla filosofia del linguaggio, dal Medioevo alle teorie decostruzioniste, ma con la leggerezza divertita e sovversiva di chi ama immergersi nei libri per piacere. Uno spasso, avevo anche frequentato il seminario correlato per tutto il primo semestre dove conobbi la ragazzina pendolare di Modena, il seminario che parlava dei cliché e dell’ironia e di come fosse difficile tentare di prendere in giro Emilio Fede facendone l’imitazione, in quanto era già lui l’imitazione di se stesso. Era così, sosteneva il ricercatore, che oggi come oggi il potere gestisce l’immaginario collettivo attraverso il linguaggio e i suoi multilivelli di senso. Continua a leggere “L’ultimo anno (7) # Trance mediterranea”