Storie di roghi: Maifreda, il sesso e lo spirito

papessa

Scor-data: 19 aprile 1300

Storie di roghi: Maifreda, il sesso e lo spirito

di Gianluca Ricciato 

(Pubblicata originariamente in “il Blog di Daniele Barbieri & altr*” e successivamente in “la Bottega del Barbieri“)

Maifreda da Pirovano è un personaggio milanese del tredicesimo secolo che fu arsa viva sul rogo in una data imprecisata della fine dell’anno 1300. Il processo nei suoi confronti iniziò il 19 aprile dello stesso anno, e con lei finirono al rogo altri personaggi della cosiddetta eresia guglielmita, insieme alle ossa della stessa Guglielma di Boemia, morta diciott’anni prima.

Perché una storia di settecento anni fa sia ancora oggi interessante e per molti tratti misteriosa non è facile dirlo, ma è così. Fu la prima e ultima vera eresia al femminile del mondo cristiano, o come dice Luisa Muraro un’eresia femminista, perché «la ragione storica del femminismo è più antica della parola e oltrepassa la cultura in cui quella parola fu coniata»1.

Il senso di questa storia è quindi quell’anelito alla libertà che si fa storia nel contesto in cui nasce e che all’interno di quel contesto va compreso e giudicato, senza fare l’errore di applicare parametri attuali che ne condizionino la comprensione. Un parametro attuale potrebbe essere, ad esempio, quello che – a noi ormai secolarizzati e sostanzialmente liberati dalla necessità di essere religiosi e di costruire le nostre idee sulla base dei precetti cristiani – la storia di una suora del Trecento non possa dare nessun esempio di vita né tantomeno di liberazione. Continua a leggere “Storie di roghi: Maifreda, il sesso e lo spirito”

L’uomo che portò la fisica al capolinea della ragione occidentale

rete della vita

Articolo scritto per le scor-date del Blog di Daniele Barbieri e altr*,

originariamente pubblicato l’1 febbraio 2012 qui

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«Tutte le volte che la natura essenziale delle cose è analizzata dall’intelletto, essa non può non apparire assurda e paradossale. Ciò è sempre stato riconosciuto dai mistici, ma solo recentemente è divenuto un problema interno alla scienza». (Fritjof Capra, «Il Tao della fisica»1)

Compie 74 anni Fritjof Capra, un pensatore ai limiti del linguaggio e della logica, per come noi occidentali siamo abituati a pensare questi due termini. Non è facile parlare di Capra in un breve spazio ma ci proverò. Non mi è facile perché molte cose della mia vita sono passate attraverso i suoi testi, e viceversa, molti suoi testi hanno «illuminato», come direbbe lui, molte esperienza importanti della mia vita. In un andirivieni tra pensiero e realtà, tra parole e cose, che è il nucleo centrale della sua testimonianza di «fisico mistico».

Già dire chi sia Capra è difficile. E’ un professore universitario, studioso di fisica dei sistemi. E’ un pedagogista, propugnatore dell’educazione sostenibile e fondatore del Center For Ecoliteracy2 di Berkeley, in California. È un filosofo che ha portato fino in fondo le conseguenze dei suoi studi scientifici e ha inventato, o forse ha solo scoperto, un ponte fra l’antico pensiero mistico orientale e la fisica moderna post-newtoniana, quella cioè che prende le mosse dalle scoperte della meccanica quantistica e dalla teoria della relatività di Einstein. È un saggista e pensatore politico, che ha messo in connessione i limiti della logica occidentale con la crisi di civiltà che stiamo affrontando – crisi ecologica, sociale, economica, esistenziale.

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