L’uomo che annullava il tempo

Repost da La Bottega del Barbieri

“Ecco cosa succede, in un giorno d’inverno del 1977, in una grande città italiana, a un piccolo industriale di quarantacinque anni:

L’APPUNTAMENTO DIFFICILE

Deve incontrare un avvocato per fargli vedere dei documenti che si riferiscono alla sua dichiarazione fiscale. L’appuntamento gli viene fissato alle 18.30; chiede di spostarlo di un’ora, perché prima deve andare dallo psicanalista. L’appuntamento gli viene spostato dunque alle 19.30 circa. Dopo di che, comincia a essere colto da un’incertezza: a quell’ora, sua moglie non è ancora tornata a casa dall’ufficio e allora, come fa ad andare dall’avvocato?

 La moglie lo deve dunque accompagnare? Non è così. I documenti che vuol far vedere all’avvocato sono collocati, a casa sua, su uno scaffale e l’altro giorno sua moglie ci ha messo un settimanale, ‘Il Mondo’. Ora, guardando di sbieco la copertina del settimanale, gli è parso di veder scritto: ‘Supplemento del Corriere della Sera’, o qualcosa di simile. Cioè, supplemento di un quotidiano, vale a dire di qualcosa che egli non può leggere, perché i quotidiani escono anche la domenica, e lavorare la domenica è peccato mortale. Toccare il settimanale per tirar fuori i documenti sarebbe ugualmente peccato mortale, per lui, e perciò, se la moglie fosse a casa, chiederebbe a lei di fare l’azione proibita. Ma la moglie, per le 19-19.30 non sarà ancora a casa.

Pensa di telefonare all’avvocato per rimandare l’appuntamento. Ma non è possibile: ha accettato lui stesso l’appuntamento, poco prima, quello lo prenderebbe per matto. Bisogna dunque che si decida a estrarre da solo i documenti e ad andare dall’avvocato. Dopo, farà l’‘annullamento’.

Continua a leggere “L’uomo che annullava il tempo”

Che truffa!

1

What a carve up!, cioè qualcosa tipo “che truffa” (che imbroglio, che fregatura) si chiama veramente La Famiglia Winshaw, e anche in questo caso rinnovo l’abitudine di amare spesso libri e film dai titoli drammaticamente tradotti dall’Italia famigliofila per non disturbare troppo le passaggiate tra i banconi di regali nelle librerie durante i finesettimana prenatalizi.

Ho letto What a carve up! (in italiano) durante questo anno in via di estinzione, sebbene esso libro risieda e saltelli forse da quasi due decenni sulle tante scaffalature che hanno riempito le mie diverse dimore vagabonde degli ultimi due decenni. Non so bene perché l’ho letto quest’anno e nemmeno perché ho aspettato quasi vent’anni per farlo, visto che Jonathan Coe, il suo autore, lo inserivo già da prima nell’elenco di risposta al reiterante quesito “quali sono i tuoi scrittori preferiti”. Continua a leggere “Che truffa!”