2001 L’oscena bellezza della verità

Un incrocio di forze astrali nel passaggio del millennio, che apre un passaggio extrasensoriale verso un altro mondo possibile, uno squarcio nella noiosa seriale narrazione quotidiana dell’orrore scintillante consumista, dove l’etica, l’estetica, la logica, la verità hanno dei canali prestabiliti e non esistono altri pensieri possibili.

Tutto inizia a cambiare a cavallo tra i due millenni.

I primi vertici del nuovo villaggio globale, lo zapatismo del Chiapas, la nuova autonomia, la richiesta di principi di precauzione, la rivolta di Seattle. Napoli, Goteborg, Genova. La verità sulle multinazionali farmaceutiche, petrolifere, agro-chimiche, verità già narrate nei quotidiani nazionali, ma mancano i passaggi, i collegamenti, le interpretazioni perché nel mare inutile dell’informazione quotidiana la notizia di oggi lava quella di ieri.

Lo squarcio che si apre è proprio quello sull’orrore violento dell’economia predatoria capitalista, che schiavizza il Sud del mondo e aliena il Nord, distruggendo l’esistente, terra, piante e animali.

E ora si scopre che il dio denaro è nudo. Si sa già tutto, basta solo fare i collegamenti. Ma la novità di questa inedita forma di dominio più virtuale che reale è proprio questa: non si censura la notizia, si rendono incapaci le menti di fare i collegamenti. E’ una guerra psichica quotidiana, apparentemente pacifica, che diventa violenta quando qualcuno cerca di svelarne i meccanismi: allora quelle menti si rivoltano contro la verità, e contro sé stesse principalmente.

Non è un discorso facile da fare, è un discorso di una complessità profonda, globale. Ci siamo coinvolti/e tutti/e nella guerra psichica, siamo vittime e carnefici di noi stessi/e, ma gli squarci di liberazione sono inenarrabile fonte di ossigeno, vita e felicità. Chi invece tratta con superficialità questa situazione, non fa che produrre danni peggiori, riproducendo il sistema che vorrebbe combattere. Come quelli che giocano al machismo sulle barricate.

Dal 2001, fino ad oggi, pistole, bombe, manganelli e depistaggi informativi quotidiani, spesso raffinatissimi come quello di far credere che “possa parlare di genocidio solo chi è laureato in genocidio” hanno provvisoriamente spezzato i collegamenti, e tengono in vita un sistema in coma, sempre più violento.

Ma l’oscena bellezza della verità, ormai, ha rotto gli argini della morale consumista.

Limes Marzo 2001
http://www.limesonline.com/sommari-rivista/i-popoli-di-seattle

Continua a leggere “2001 L’oscena bellezza della verità”

Annunci

L’estinzione della capacità di fare collegamenti

Trivellazioni, energia, petrolio, guerra, immigrazione, capitalismo, disastri ambientali, crisi economica: è davvero possibile mettere il silenziatore agli intricati ma evidenti collegamenti fra tutti questi problemi?

Pubblicato originariamente su La Bottega del Barbieri, 8 aprile 2016

di Gianluca Ricciato

Un po’ di anni fa, ormai quasi una quindicina, eravamo nel periodo successivo ai fatti del G8 di Genova, al crollo delle Torri Gemelle di New York e alla successiva entrata nella cosiddetta “guerra infinita”. In quel periodo partecipai a un dibattito dove Daniele Barbieri, fondatore di questo sito, disse una cosa che mi è sempre rimasta in mente: uno dei principali strumenti di controllo è cercare di impedire alle persone di fare i collegamenti fra le cose che succedono.

Nei mesi a cavallo tra 2015 e 2016 abbiamo assistito alla distruzione di uno Stato dalla civiltà millenaria (la Siria), a migliaia di esseri umani deportati davanti a una rete di filo spinato in una cittadina macedone di nome Idomeni, a una serie di attacchi terroristici del cosiddetto ISIS, all’indagine riguardante la gestione dei giacimenti petroliferi di Eni e Total in Basilicata e, non ultimo, a un pauroso omicidio, quello del ricercatore Giulio Regeni, che le notizie trapelate proprio in questi giorni stanno iniziando a descrivere come un possibile omicidio di Stato perpetrato dal governo egiziano. Continua a leggere “L’estinzione della capacità di fare collegamenti”

Educarsi alla decrescita. La Mobil

Le lotte per diffondere la sensibilità sui temi ecologisti sono state tante negli ultimi decenni. Questo testo registra alcuni mesi di vita di un’esperienza tutt’ora in corso, che affonda le radici nei movimenti tedeschi degli anni ’70-’80 e viaggia ai nostri giorni nelle piazze d’Italia. Si tratta della “Mobil”, casa ecologica itinerante, luogo di convivenze e di dimostrazioni sulle possibilità di intraprendere nuove esistenze partendo dallo stile di vita quotidiano. L’energia del Sole, le esperienze comunitarie, le forme di economia alternativa, e soprattutto le metodologie didattiche e comunicative legate a questi argomenti sono i temi principali di questo lavoro.

Per scaricare l’intero testo:
EDUCARSI ALLA DECRESCITA – GIANLUCA RICCIATO

 

INTRODUZIONE

Inquinamento, ecologia, ribellione: le parole e le cose. Continua a leggere “Educarsi alla decrescita. La Mobil”