La terra metonimia della Terra

Irrompe nel discorso politico di queste settimane il testo della Confluencia femminista “Un’economia femminista per un mondo in trasformazione”, a ricordarci come ecologia e femminismo dovevano essere sovversione del capitalismo, non giardinaggio e passeggiate, e nemmeno occasioni di assimilazione nel sistema senza mettere in discussione il logocentrismo del patriarcato tecnocratico. Agroecologia, ecofemminismo e mediattivismo: le parole scippate dell’inizio millennio antiglobal sono state state pratiche di vita smorzate?  Ci hanno davvero rubato l’agibilità politica in questi venti anni di millennio globalizzato?

echaurren
Immagine di Pablo Echaurren

“La chiesa dice: il corpo è una colpa

La scienza dice: il corpo è una macchina

La pubblicità dice: il corpo è un affare

Il corpo dice: io sono una festa”

Eduardo Galeano

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Arancio fuoco

“A 16 anni le opzioni sono due:  visto che

o diventi pugile o diventi come me che sono debole, 

che non ho regole, che ho roba demodé, 

che detesto il cliché dell’uomo che non deve chiedere mai, 

dato che se non chiedi non sai” 

Caparezza

 

È quasi tramonto e il Sole si sta avviando a sparire dietro la fine dei binari. Marco è arrivato da circa un’ora nella piccola stazione cittadina e si è seduto sulla stessa panchina dove si trova ancora adesso, quella più lontana dall’entrata e dal passaggio continuo dei pendolari ritornanti in sede nel tran tran quotidiano a cui sono costretti. Li vede sparire e riapparire dalle rampe di scale del sottopassaggio, da lontano, li guarda e si sente lontano anni luce da loro.

Ha il telefono in mano ma non lo guarda più. Continua a fissare i binari che muoiono all’orizzonte e al di sotto del cerchio perfetto e arancione del sole caldo di luglio. Non sa cosa vuole, forse non vuole più niente. Continua a leggere “Arancio fuoco”