L’ultimo anno (8) # Il sud, la fuga, gli Almamegretta

 

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ionio
 

Nella permanenza temporanea in madrepatria succedeva spesso in quegli anni che andassi in giro con una vecchia Uno piena di amici musicassette e marijuana, tra le strade provinciali che univano i paesi e le stradine di campagna che portavano ai luoghi del lavoro agricolo.

C’era una strada che degradava lentamente verso lo Jonio, la percorrevamo spesso per avvicinarci al livello del mare. In alcuni punti la si poteva vedere chiaramente dall’alto, era una striscia grigia e luccicante ai raggi del sole, lunga e quasi puntiforme tra le migliaia di ulivi con le chiome bionde e la terra rossa.

Avevamo i sensi aperti dall’erba e dalla vita. I bassi elettrizzanti di Anima Migrante e di Sanacore erano la loro colonna sonora. Erano i primi due album degli Almamegretta che avevano consumato il mio stereo e portavano una verità forte e poco comprensibile da noi in quei momenti. Era una certa idea di natura che da allora non mi lasciò più, nulla a che fare con la natura selvaggia e incontaminata, quella che sarebbe bene rimanesse tale, quella poca che ancora c’è. Continua a leggere “L’ultimo anno (8) # Il sud, la fuga, gli Almamegretta”

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L’ultimo anno (5) # Un corpo che cade

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Frame tratto dal videoclip di Pappi Corsicato “Nun te scurdà” (Almamegretta)


Marzo 1996

Un giorno Igor mi annunciò l’arrivo di ospiti piemontesi per il fine settimana. I riminesi erano via e ci avevano già annunciato la fuga da casa, noi eravamo già impegnati nella ricerca dei sostituti e avevamo ormai preso in mano il timone del relitto. Per la prima volta iniziavo in qualche modo a sentirmi a casa a Bologna.
Mentre litigavo al telefono con un mio amico che mi aveva dato la certezza di occupare uno dei due posti ma pochi giorni dopo si era tirato indietro, entrarono i due ospiti. Preso dalla conversazione, salutai in modo sbrigativo, ma notai subito la chioma rossa che mi era sfilata accanto. Era di Anja, sorella di Igor e insieme a lei c’era un ragazzone con barba e stivali, André.
Chiusa la telefonata, iniziai a lamentarmi con Igor della vicenda appena conclusa e in questo modo mi introdussi a loro che si erano già seduti sul divano della cucina e avevano già stappato le prime birre. André era il compagno di sbronze per eccellenza di Igor, aveva ventiquattro anni e già un figlio di quattro e Igor stravedeva per lui. Anja era invece una ragazzina di diciotto anni, dai tratti francesi simili a Igor e due occhi verdi grandi e indagatori. Continua a leggere “L’ultimo anno (5) # Un corpo che cade”

Riprendiamoci l’umanità

Se non si era capito finora, questo è un blog devoto agli Almamegretta e ostile al golpe globale neoliberista che sta divorando terra e libertà, e questo spiega anche il perché le Fiabe Atroci siano favorevoli alla realtà e contrarie all’attualità, amanti dei sensi e dell’intelligenza sensibile e stanche dei razionalismi ottusi e del pragmatismo economicista e scientista
Tienimi la mano se po’ fa’
Riprendiamoci l’umanità
Buon 2018 

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L’ULTIMO ANNO – RADIO KAIROS BOLOGNA

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In una serata ancora fredda dell’aprile del 2014, mi ritrovai ospite del programma Hobo di Radio Kairos, emittente indipendente di via Casarini, a Bologna, situata in uno spazio in condivisione con il Tpo (Teatro Polivalente Occupato), storico centro sociale nato esattamente lo stesso giorno in cui andai ad abitare nella città emiliana, più di vent’anni fa ormai.

Fu una lunga e piacevole chiacchierata insieme a Carmela Matarozzo e Cristiano Gavino Cacchione su politica, amore, racconti e persone, alternata a letture e canzoni a tema, e fu molto emozionante per me portare il mio piccolo romanzo d’esordio in un luogo sicuramente a lui familiare.

Ho ritrovato da poco l’audio di quella puntata e l’ho corredato di immagini e video che aiutano a rendere le atmosfere che abbiamo descritto. Continua a leggere “L’ULTIMO ANNO – RADIO KAIROS BOLOGNA”