Imponente raccolta di dati statistici e analisi rigorosa delle incongruenze nella narrazione della pandemia legata alla malattia denominata Covid19. Focus in particolare sulla situazione italiana dall’autunno 2019 al 31 dicembre 2020.

Video-inchiesta realizzata dal giornalista Matteo Gracis sulle analisi raccolte dallo statistico Mirco Vandelli (disponibile anche nel pdf – Covid-19, analisi dei fatti).

“Nonostante sia quasi un anno che l’argomento Covid-19 è onnipresente su qualsiasi TG, radio, quotidiano e sito web, un’analisi dei dati, delle statistiche e dei fatti – basata esclusivamente su fonti ufficiali – non è mai stata offerta all’attenzione del pubblico. Questa relazione cerca di colmare tale lacuna.

Con questo lavoro si vuole offrire una panoramica completa di quanto successo in Italia dall’arrivo del virus Sars-Cov-2 ad oggi, utilizzando la statistica e la matematica, due scienze che ci permettono di analizzare l’intera questione – estremamente complessa – con lucidità e senso critico.

Oltre a ringraziarvi per l’attenzione vi invito a divulgare il video con quante più persone possibili, dal momento che contenuti simili purtroppo non vengono portati all’attenzione dell’opinione pubblica.

Grazie e buona visione.”

Matto Gracis*


Covid-19: analisi dei fatti


Covid-19, analisi dei fatti

Introduzione
Il 23 gennaio 2020, una coppia di turisti, marito e moglie di 67 e 66 anni, provenienti dalla provincia cinese di Hubei (Whuan ne è il capoluogo) atterrano a Milano. Dopo un tour per le città italiane, il 30 gennaio 2020 mentre sono alloggiati a Roma presso il Grand Hotel Palatino di via Cavour, si sentono male. Saranno i primi due casi accertati in Italia positivi al Sars-Cov-2, il virus responsabile del Covid-19. Da quel momento, il contagio si diffonde in tutto il Paese, provocando decine di migliaia di morti. Questo perlomeno è ciò che narrano le cronache, ma le cose sono andate veramente così?

1. I tempi
Esistono diversi studi che confermano la presenza in Italia del virus Sars-Cov-2 sin dal 2019. Una ricerca sugli anticorpi dell’Istituto tumori di Milano e dell’Università di Siena, ha individuato la presenza del virus sin da settembre 2019 in 13 regioni italiane, con una percentuale di positività dei campioni superiore al 10% (1) (2). Uno studio sulle acque di scarico (3) pubblicato il 18 giugno 2020, ha rilevato la presenza del virus nei campioni del 18/12/2019 sia a Milano che a Torino. Ciò conferma la diffusione del virus in Italia, almeno dalla prima metà del mese di dicembre 2019. Passeranno mesi, prima che il 9 marzo 2020, venga imposto il confinamento per tutta l’Italia, mesi nei quali il virus, avrà la possibilità di circolare liberamente da Nord a Sud, mentre la gente continua a vivere come sempre, mesi nei quali un’epidemia capace di colpire ogni parte del mondo, si sarebbe diffusa in ogni parte della penisola e avrebbe colpito duramente il Sud d’Italia, in seguito alla migrazione massiccia a poche ore dalla chiusura totale.

2. I dati
Al fine di analizzare l’epidemia, dobbiamo affidarci ai dati. Tra questi, dopo mesi di informazioni statistiche, raccolte e diffuse da tutti gli organismi di controllo ufficiali, possiamo scegliere fra diverse fonti. Abbiamo dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, abbiamo dati diffusi dalla Protezione Civile e abbiamo i dati raccolti e organizzati da molti enti di tutto il mondo, oltre ovviamente al WHO (OMS per noi italiani). Tuttavia, questi dati, non possono essere considerati totalmente oggettivi, per una serie di ragioni che mi limito ad accennare: i test utilizzati non hanno tutti la stessa affidabilità, anche le stesse linee guida per dichiarare un decesso per Covid19, sono differenti per ogni Paese, a volte, nello stesso Paese, queste regole sono state modificate nel corso dell’epidemia, inoltre, quando si verifica il decesso di un paziente affetto da numerose patologie, è piuttosto difficile stabilire quale sia la vera causa di morte. Per questo, ritengo che la sola fonte oggettiva e attendibile, sia rappresentata dai dati sulla mortalità, raccolti e diffusi da ISTAT, sono questi dati che costituiranno la base principale delle analisi. L’ultimo dataset reso disponibile da ISTAT è del 30 dicembre 2020 (4) , è organizzato in 4 files in formato Excel che contengono complessivamente oltre 2,5 milioni di righe e presenta alcune piccole variazioni. Nella nota informativa, ISTAT spiega che sono necessari fino a 10 mesi per assicurare il consolidamento della base dati.

Questo strumento, permette di conoscere il numero di decessi registrati ogni giorno in Italia dal 01/01/2015 al 30/10/2020, per ciascun comune, provincia o regione, per sesso e fascia d’età. Dunque risulta piuttosto semplice, confrontare il numero di decessi che si sono verificati in Italia nel corso del 2020, con i dati dal 2015 al 2019, per ciascuna area e per ogni singolo giorno.

3. Analisi dei dati – Parte I
Per offrire una visione degli anni passati, ho scelto di rappresentare solo il massimo e il minimo numero di decessi che si sono registrati in un dato giorno dal 2015 al 2019. In questo modo, la comprensione del grafico risulta più semplice, perché vengono rappresentate solo 3 linee invece di 6: una per il minimo 2015/2019, una per il massimo 2015/2019 e una per il 2020. Nei grafici, ho riportato alcune didascalie relative a informazioni ed eventi significativi. Il primo grafico (G.1) rappresenta la situazione generale italiana. Se il virus circola liberamente in Italia almeno dalla prima metà di dicembre 2019, ci si dovrebbe attendere un progressivo aumento della mortalità sin dall’inizio del 2020, poi, in seguito alle restrizioni imposte, si dovrebbe constatare una progressiva normalizzazione della curva di mortalità, dopo il periodo di incubazione che fra il 20
febbraio 2020 e il 12 marzo 2020, viene stimato dall’Istituto Superiore di Sanità, tra 3 e 5 giorni. Riporto di seguito un estratto dal bollettino: “Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei sintomi e la data di diagnosi è di 3 giorni per il periodo 20-27 febbraio (calcolato su 897 casi) e di 5 giorni per il periodo 28 febbraio-12marzo (calcolato su 7.211casi).

CONTINUA QUI

https://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2021/01/Covid19_analisi_dei_fatti.pdf

* “Mi sono diplomato al liceo linguistico e ho frequentato scienze della comunicazione (a Bergamo). Ho vissuto per alcuni anni a Milano, dove nel 2004 ho aperto la mia società di comunicazione/editoria (siti web e pubblicazioni di cui la più importante è Dolce Vita). Nel 2008 sono entrato nell’ordine dei giornalisti (elenco pubblicisti prima Lombardia poi Veneto).

In generale mi occupo principalmente di comunicazione, sempre più per passione che per lavoro. Seguo inoltre alcune attività commerciali, artistiche, culturali ma soprattutto viaggio. Sono un “esperto” di cultura della Canapa.”

www.matteogracis.itwww.dolcevitaonline.it

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