“In un convegno del settembre 2017 presso il Cicap – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, Silvio Garattini, presidente di una fondazione privata di ricerche farmacologiche, tiene una lectio magistralis per smascherare la «finta scienza». Ma si evince subito che i suoi obiettivi non sono i seguaci del paranormale, bensì suoi colleghi medici e ricercatori che hanno idee e pratiche diverse dalla sua. Obiettivo legittimo naturalmente, quello di criticare. All’interno però di questa conferenza – che si può ascoltare online su youtube – Garattini stila un arbitrario «decalogo del perfetto credulone» (visionabile dal minuto 7), in cui invita a fare attenzione ad una serie di persone che hanno almeno «due o tre» delle seguenti caratteristiche, tra cui ad esempio vegetarianesimo, alimentazione biologica e metodi di cura «non ortodossi».”[1]


10 autodifese

1. “Sono vegetariani o vegani”

Io sono vegetariano anche se non è una fede e non so nemmeno se posso considerarmi tale veramente visto che ogni tanto mangio pesce, ma comunque la mia alimentazione è totalmente diversa dal cibo artificiale inscatolato che vorrebbero farmi mangiare, è sostanzialmente un’alimentazione da terrone contaminato da altre culture e consapevole dei danni ecosistemici e sociali dell’industria alimentare. In ogni caso non tocco carne terrestre da 18 anni, e questo ha motivazioni ecologiche, politiche e psicosomatiche, ma non mi dilungo perché c’è chi lo spiega meglio di me;

2. “Combattono gli OGM”

Combatto gli ogm, o meglio considero un sistema di potere violento e criminale il sistema dei semi e dei cibi transgenici in mano alle multinazionali che hanno impoverito territori e popolazioni, e che per questo andrebbero processate da tribunali internazionali e non servite e riverite dai governi nazionali come accade ora. Sarebbe utile leggersi o rileggersi una serie di pubblicazioni scientifico-divulgative della scienziata Vandana Shiva che molto utile fu per decodificare ciò che stava succedendo a cavallo dei millenni tra globalizzazione e potere delle multinazionali biotech – molto utile fu a quella galassia politica nascente che i professionisti dell’informazione di allora chiamavano “nogglobal”. Sarebbe utile anche ora ma nel frattempo un tizio che fa l’orefice ha messo su un baraccone virtuale fintamente intelligente (li chiamano debunker) e spara il suo fango insulso da anni contro Vandana Shiva, e l’intellighenzia di “sinistra” gli crede anche, ahinoi, ma del resto non saremmo qui a parlarne se non fosse così;

3. “Hanno sostenuto la terapia Di Bella”

Curo dal 2005 una piastrinopenia (porpora trombocitopenica idiopatica autoimmune), causata probabilmente (ma non avrò mai le prove) da una somministrazione sconsiderata e senza analisi preventive di eparina e nimesulide, prescritta dall’ospedale Rizzoli di Bologna (quello pubblico dove andiamo noi pezzenti e finiamo in mano ai dottorini, non quello privato dei calciatori), dopo un incidente stradale che avevo avuto nel 2000; curo, dicevo, questa piastrinopenia con una delle scoperte del medico e scienziato Luigi Di Bella, cioè la melatonina coniugata con adenosina che agisce in difesa delle piastrine (scoperta legata a malattie ben più gravi della mia, come la leucemia, che sono accompagnate da piastrinopenie che diventano critiche e portano alla morte). Melatonina che acquisto nelle Farmacie Ferrari di Bologna o Crimi di Roma, che la producono insieme ad altri prodotti galenici della terapia Di Bella: sono farmacie ufficiali, interne alla medicina cosiddetta “tradizionale”, ma i prodotti del metodo Di Bella sono trattati nel solito modo infamante e criminale da una serie di persone che non sa nulla di tutto questo ma si crede “scienziata”, oppure sa ma si comporta in modo ostativo al benessere e alla salute delle popolazioni, e sono costoro che a mio avviso hanno affondato la scienza e la medicina fino ad arrivare a questa situazione a dir poco allarmante; scienza e medicina che sono cose bellissime quando non cadono in mano a gente che ragiona in modo fideista o opportunista; [2]

4. “Erano favorevoli a Stamina”

Del caso Stamina non so nulla e finora non me n’è importato nulla, ma magari qualcuno mi illuminerà prima o poi;

5. “Sono contrari alla sperimentazione animale”

Amici e amiche antispeciste mi hanno portato argomentazioni convincenti dell’inutilità e crudeltà della sperimentazione animale, amici e amiche con lauree varie che vanno dall’economia, alla medicina, ad altre di vario tipo, sia scientifico che umanistico, dettaglio questo del titolo di studio che ha un valore relativo, ma che diventa un valore assoluto e indiscutibile per chi è vittima dell’istupidimento dottrinale (e non me la vorrei prendermela con le vittime, ma con i carnefici), cioè con quel processo di indottrinamento opposto alla vera cultura che Nietzsche chiamava “filisteismo”;

6. “Preferiscono il cibo bio”

Quanto al cibo bio, come disse qualcuno: “non voglio cibo green, voglio cibo vero”, e il mio sacerdote culinario è Don Pasta, anche se non condividerebbe tante cose di quelle che ho scritto (ma tante altre sì, ne sono sicuro); [3]

7 . “Utilizzano prodotti omeopatici o erboristici”

Andando a memoria ho fatto cure omeopatiche, erboristiche, fiori di Bach e forse altro che non ricordo (anche molta cannabis “terapeutica” ho utilizzato, in passato, per resistere a chi mi voleva far diventare normale) e hanno sempre contribuito al mio benessere: punto. Anzi, punto e virgola;

8. “Sono antivax”

Antivax? Quali vax? Mica vorrai, egregio imbonitore populista, mettere nello stesso calderone tutti i vax esistenti, facendo così di tutti i vax un fascio, parlando di immunità di gregge per i vax antitetanici ad esempio, e amenità simili, fino ad arrivare a dimenticare le tangenti pagate nel 1992 al Ministro della Sanità De Lorenzo, in cambio di una legge che imponesse l’obbligatorietà del Vax Epatite B? [4] Tangente pagata dalla multinazionale Glaxo, per questo condannata dalla legge italiana, come in decine di altri paesi del mondo per fatti simili, attuale produttrice di Vax e finanziatrice, ovviamente, dei criminali che hanno varato la legge 119/2017 e che la storia, un giorno, processerà, se esiste una giustizia. In ogni caso, per gli sprovveduti di ogni ordine e grado su cui fa leva il fascismo scientista del terzo millennio, occorre ricordare che esiste la Convenzione di Oviedo, che all’articolo 5 recita: “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”. [5] Per spiegarlo terra terra agli stessi sprovveduti: io non sono contrario nemmeno all’eroina in sé (all’eroina in me sì) e vorrei che fosse legale, figuriamoci a un farmaco o a un vaccino qualsiasi; sono contrario a leggi che impongano l’obbligatorietà, individuale o collettiva, a qualsiasi trattamento sanitario, e apprezzo e caldeggio tutta quella cultura medica e scientifica che negli ultimi decenni ha iniziato ad approcciare il problema della salute psico-fisica dell’essere umano trattandolo come un’unicità insostituibile vista nella sua specificità, e non come un corpo-macchina seriale da trattare con metodi seriali. Questo, al di là degli interessi economici di Big Pharma che grezzamente ne beneficia, è il modello mentale e culturale riduzionista-scientista ottocentesco messo in discussione ormai da un secolo da più fronti, ma che prima di morire e lasciare il posto alle nuove evidenze sta cercando di trascinare nel baratro tutti. Ma per quanto mi riguarda, lo alimenta ormai solo la paura e l’alienazione, compresa la psicosi collettiva. Ma sia dalla paura sia dall’alienazione sia dalla psicosi collettiva si può uscire, anche senza psicofarmaci;

9. “Credono negli oroscopi”

“E disprezziamo i politici, e ci arrabbiamo preghiamo, ridiamo, piangiamo e poi leggiamo gli oroscopi”, si legge nel poema vendittiano In questo mondo di ladri: no, non credo agli oroscopi, ma di solito sono molto interessato al segno zodiacale delle persone con cui sto per intraprendere una storia d’amore, per motivi personali che non sto qui a descrivere per brevità;

10. “Amano il naturale”

La costruzione dell’idea di “natura” è il punto fondamentale: sia chi osanna una ideale “natura” pura e libera dalla cultura, sia chi esalta l’essere “contro-natura” (e su questo ci sono tutta una serie di pensieri, pratiche, idee e movimenti che dovrebbero guardarsi allo specchio su quanto siano conniventi con la distruzione del pianeta Terra, mentre vaneggiano astrattamente di diritti civili dentro il regime capitalista e danno dei trogloditi a chiunque), è figlio di un pensiero idealistico e logocentrico dove la “natura” è statica, ferma, immobile, e su di essa si costruisce la “cultura” (cioè la società, il progresso, l’artificio umano). Un illusorio “grado zero”, parlando strutturalista, da cui sono colonizzate sia le “famiglie catto-naturali”, sia “i progressisti dominatori della natura”. E’ un’illusione, ovviamente, che però è durata secoli e ha generato il nostro modo di pensare e di vivere occidentale, nel bene e nel male, successi e genocidi compresi. Uscire da questa dicotomia, dal binarismo natura-cultura, è quello che tanti/e stanno tentando di fare, se solo si riuscisse anche a respirare un po’ più a lungo dentro questo acquario soffocante e rarefatto che sono diventate la vita sulla Terra e le relazioni.


Tu che sei laurerato in filosofia non dovresti parlare

“Non è reclamando per la scienza un genere di verità metafisica o assoluta che si proteggeranno i valori di ragione che la scienza classica ci ha insegnati. Oltre ai nevrotici, il mondo conta un buon numero di ‘razionalisti’, che sono un pericolo per la ragione vivente. Viceversa, il vigore della ragione è legato alla rinascita di un senso filosofico che giustifichi sì l’espressione scientifica del mondo, ma nel suo ordine, al suo posto nel tutto del mondo umano”

Maurice Merleau-Ponty
(‘Einstein e la crisi della ragione’, in M.M.P., “Segni”, 1960)

Tempo addietro mi chiedevo come facesse – chi non studiava filosofia o non si era mai interessato ai modelli del pensiero – a capire che il linguaggio, la comunicazione, perfino l’estetica, venivano, vengono e verranno usate come principali modelli di comportamento e strumenti di potere.

Dicevo a me stesso, come fanno a capire che la manipolazione avviene in forma subliminale e non nell’iperuranio – anche nell’iperuranio delle grandi idee – ma soprattutto nei carrelli della spesa e quando hai più paura, cioè quando sei fragile, debole, vulnerabile, malato?

Questo fecero feudatari, teocrazie e preti; questo fecero dopo anche monarchie assolute, aristocrazie e tribunali dell’inquisizione moderna; questo fecero alfine dittatori nostrani, siberiani e caudillos; e questo fa da qualche dopoguerra a questa parte la rappresentazione-fiction della democrazia attraverso la comunicazione tossica alla massa intossicata.

Solo che senza decodifica linguistico-comunicativa è incomprensibile capire questo potere. O lo studi, le cose giuste, quelle sovversive che hanno generato cultura vera, non quelle dottrinali. O ti capita qualcosa di personale che te lo fa sperimentare in prima persona, o sei veramente in gamba. Oppure, ho capito da un certo punto in poi, sei femmina.
Non (solo o necessariamente) in senso biologico, ma in senso che riesci a stare nel tuo corpo, nelle tue sensazioni, nel tuo insieme corpo-spirito-sensi in modo tale da non farti imporre totalmente le alienazioni di una società atomizzante e disintegrante.
Non diventi cioè un automa logocentrico che pensi che il tuo linguaggio specialistico sia la verità, non diventi quindi un burattino della tecnocrazia, non affidi la tua autodeterminazione a una lingua assoluta – filosofica, legale, medica, scientifica, religiosa, poco cambia, sempre di matrice patriarcale parliamo, anche quando la retorica tecnologista fa apparentemente sparire la matrice patriarcale – ma riesci ancora a sentirti. Già a sentirti: quella femmina lì, non una femmina qualsiasi schiava della parità post-moderna e stronza come un uomo.

E questa cosa me ne ha fatto poi capire un’altra. Che a volte non basta, anzi a volte non serve nemmeno, studiare filosofia – perfino la filosofia del Novecento: quella degli Husserl, dei Merleau-Ponty, dei Foucault, delle Irigaray, delle Lonzi, dei Wittgenstein, dei Bateson, insomma di tutti/e quelli/e che hanno polverizzato l’identificazione idee/mondo, il gran libro della Natura che la scienza sola saprebbe leggere, il regnum hominis sulla Terra dove l’uomo è il dominatore, il Bacone inquisitore delle streghe e fondatore del metodo induttivo, grazie al quale il compito del maschio moderno sarà quello di “dominare la natura allo stesso modo in cui sottomettiamo le donne-streghe”.

Non basta, e l’ho capito definitivamente nel 2017. Anni di alienazioni a cui ci siamo sottoposte, di rarefazione della realtà, di ostilità all’essere umano a partire da noi stessi, di psicosi ossessive generalizzate, di repressione dei corpi e sottomissione al patriarcato tecnocratico, alla dittatura del denaro, all’aziendalizzazione delle esistenze, hanno polverizzato qualsiasi voce interna alla tecnocrazia che indicasse e nominasse i suoi codici, che facesse cioè almeno (minimo sindacale) il wittgensteiniano lavoro di chiarificazione che dovrebbe fare la filosofia – analizzare i modelli – non dico (esagerazione) quello foucaultiano di decodificare e svelare gli errori/orrori dei regimi di verità presunta.

E fuori dalla tecnocrazia, fuori da questo baraccone virtuale, quello che succede non esiste, essendo questa l’unica merda possibile, come diceva quello scrittore italiano che fu ucciso dalle multinazionali al loro nascere perché aveva scoperto il loro gioco, e riuscirono a far credere a tutti che fu ucciso perché era frocio.

Nel momento in cui non esiste più niente che non sia rappresentato, le vie sono due:

la sorda opposizione reazionaria e asfissiante (Salvini)

VS

l’ovvia narrazione del vero nel regime di polizia discorsiva (Burioni)

Fascismi del terzo millennio entrambi, ma di verso opposto e speculare, che lavorano ad un unico fine: iniziare una narrazione comunicativa mediatica ossessionante, una narrazione svelabile da qualunque analisi rudimentale della comunicazione, la quale a sua volta, quelle poche volte che emerge nel mare della banalità politica, invece diventa sovversione dell’ovvio, quindi ridicolo agli occhi dei “normali/normalizzati”. Complottismo e creduloneria. Somarismo. Nei casi più illuminati, in bocca ai ruderi della “comunicazione di sinistra” ormai acquistata dal sistema tecnocratico, “gli intelligenti che cadono nelle trappole di credere a idee cretine”.

Non ci voleva e non ci vuole la filosofia (anche se serve e per questo oggi è il primo obiettivo su cui spara chi ragiona a compartimenti stagni, da una parte e dall’altra), ma l’estrema determinazione e auto-imposizione di non abdicare a ciò che si sente, a non considerare ovvio l’osceno quotidiano che ci stanno imponendo. Semplicemente.
E questo forse lo fa meglio un analfabeta, o comunque uno o una che le mani nella terra, simbolica e reale, ce le mette. Perché non ha una cultura logocentrica, almeno se ha conservato qualcosa di resistente alla società di massa che sventra l’anima degli individui, come diceva Pasolini, più o meno.

Poi è arrivato anche in Italia, sempre nel 2017, il “Medioevo”: una litania social ottusa e ignorante che scambia per Medioevo la violenza della tecnocrazia in cui viviamo e le sue radici moderno-rinascimentali, cioè i cento anni dell’Inquisizione ideata nel Concilio di Trento, messa a punto dall’Imperatore moderno Carlo V e sviluppata nei cento anni successivi (1550-1650). La violenza del modello di vita moderno-contemporaneo fatta passare, artatamente, per Medioevo, dai “vincitori” della modernità, l’economia capitalista e i suoi fidi segugi. Il delitto perfetto, direbbe Baudrillard. Scambiare la ri-fondazione del patriarcato moderno-contemporaneo e le sue atrocità per “ciò che ci difenderà dal Medioevo che sta tornando”. Essere in balia cioè del potere, averlo hegelianamente-marxisticamente interiorizzato, esserne stati sodomizzati e odiare chiunque ne parli, chiunque lo nomini. E consolarsi con “noi elit*, progressist*, scientist*, illuminist*, acculturat*” e “chiunque metta in discussione questo è un troglodit* terrapiattist*”.

Così dal 2017 qualsiasi imbecille su Repubblica, sul Corriere o su Wired può sputare merda con la risata sarcastica nella penna contro i genitori vegani, la fuffa new age, i no vax, per colpire in realtà chi da decenni sta praticando l’uscita dalla rarefazione che ci ha resi automi incapaci di sentire.

E in questa cornice si iscrive un qualsiasi Silvio Garattini. Che stila il decalogo, l’identikit perfetto che l’automa “intelligente e acculturato del terzo millennio” deve odiare. Specularmente all’identikit che deve odiare invece l’automa fascista/sovranista (negri, froci e donne libere, sostanzialmente). Ma è una fiction, nel patto per la fantascienza ci stanno lopalchi e grilli senza soluzione di continuità. Il binarismo è una fiction, il potere è uno e si distruibuisce tra le diverse mafie in competizione o in collaborazione tra loro, a seconda di come tira il vento.

Questo meccanismo permette al sistema di reiterarsi. Alla grande fiction della rappresentazione democratica che ha sostituito la democrazia rappresentativa, di alimentarsi ancora coprendo l’orrore distruttivo globale del capitalismo, fino a quando il meccanismo non si incepperà definitivamente.

Autodafè

Ma forse sono solo io che devo evitare di diventare il solito comiziante commediante.
È che certe idee, nella post-democrazia della rappresentazione virtuale, se non sono su internet non esistono.
E ne potrei nominare centinaia di persone mie amiche o meno amiche, che condividono il 20, il 50, l’80 o il 100% di quello che sto scrivendo, che sanno, studiano, vivono e amano e cercano di fare migliore la circostanza in cui vivono e con cui potremmo fare anche pubblicamente un dialogo fecondo, aperto, euristico, attraverso cui limare le posizioni e accrescere le conoscenze, ma che giustamente si rompono il cazzo o le ovaie di dire queste cose ed essere attaccate ogni giorno dai filistei del terzo millennio di verso opposto e speculare ai salviniani, ma in tutto simili per pratiche di vita, modo di relazionarsi, semina dell’odio e impatto ambientale. E allora abbozzano. E le capisco. E abbozzo anche io, ogni giorno.
Ma a volte non ce la faccio, a volte mi faccio più violenza ad abbozzare e autocensurarmi che a parlare o scrivere.

E in fondo spero sempre che ci sarà chi, un giorno, in un’altra generazione, riuscirà a centrare finalmente l’obiettivo e a capire chi e cosa ha reso invivibile il luogo che ci ospita, che invece è meraviglioso.

“Una forma totale di fascismo”

Note

[1] Le Faq al Decreto. Fine del Molite. https://molitemovimento.wordpress.com/2020/05/24/le-faq-al-decreto-fine-del-molite/

[2] “Io, le piastrine, Di Bella e la guerra psichica. Un coming out” https://www.facebook.com/gianluca.ricciato/posts/3382699475083485

[3] “I villani” di Don Pasta, un documentario che mostra in modo formidabile la situazione politica legata alla produzione alimentare in Italia. Nel momento in cui pubblico si trova online qui: https://www.raiplay.it/video/2019/03/I-Villani-891f7f1e-8f1f-4081-a5c0-72eff9d63733.html

[4] Nel mio articolo del giugno 2020 “La malattia cronica della sanità italiana” descrivo le vicende in cui si inserisce anche la condanna per tangenti della Glaxo https://fiabeatroci.wordpress.com/2020/06/22/la-malattia-cronica-della-sanita-italiana/

[5] “Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere
umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina :
Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina” https://rm.coe.int/168007d003

2 pensieri riguardo “10 autodifese dal fascismo scientista

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