Manifesto - Campagna di Vaccinazione
Immagine del Manifesto apparso sui muri di Roma per la campagna di vaccinazione della Regione Lazio (2016)

Una settimana da paura. Il capitalismo scientista occupa giornali, televisioni e Senato

di Gianluca Ricciato

 

Nel giro di una manciata di giorni, dal 7 al 13 ottobre, il capitalismo finanziario legato alle multinazionali farmaceutiche è riuscito in Italia, con i suoi esponenti e fiancheggiatori, ad occupare giornali, editoria, televisione e Senato. Roberto Burioni con la sua nuova uscita “Balle mortali” onnipresente. La Glaxo Smith Kline, multinazionale farmaceutica condannata per tangenti, in Italia e non solo[1], e che ha investito nel 2016 un milione di euro in Toscana[2] per il business dei vaccini, viene ospitata in una sala del Senato insieme a Walter Ricciardi, numero uno dell’Istituto Superiore Sanità (ISS) e consulente più o meno velato della Glaxo, come emerso nel libro Vacci-nazione[3] della giornalista Giulia Innocenzi, in barba ai conflitti d’interesse. Lo stesso Ricciardi che riparte con una campagna d’odio virale, questa volta contro Giancarlo Pizza, da anni presidente dell’ordine dei medici, per aver osato esprimere dubbi sulla legge 119/2017, la cosiddetta legge Lorenzin, ormai famigerata. E tutta la solita manciata di “scienziati” pop provax, gli stessi onnipresenti in questa settimana sui media che si ritrovano pronti, a poche ore dalla morte di una bambina a Melfi, in Basilicata, a insultare l’intelligenza collettiva fornendo diagnosi last minute, e a schernire il dolore dei genitori che chiedono l’ovvio, ossia che venga aperta un’inchiesta partendo dai sospetti, visto che la morte è avvenuta a 24 ore dalla vaccinazione.

Ciò che dovrebbe essere logico e garantito dalla democrazia, cioè la pluralità di punti di vista, la libertà di scelta e la corretta informazione riguardo ai rischi, oggi sembra messo in discussione da un martellamento mediatico sconcertante che fa passare per verità scientifica un fanatismo fideistico senza precedenti, almeno in questo campo.

Parlare di epidemia per morbillo e meningite senza dati che avvalorino l’uso di questa parola, mentre in Italia si muore per catastrofi legate al dissesto e malattie legate all’inquinamento, significa fare informazione deviata, e tutto questo sta venendo a galla, finalmente, forse proprio come effetto collaterale di questo martellamento. E anche quella parte di sinistra più refrattaria a criticare la cosiddetta “scienza”, cioè il pensiero dominante scientista, forse, sta iniziando ad accorgersene.

Il Movimento per la Libera Scelta[4] ha raccolto 80.000 firme in pochi mesi per una proposta di legge popolare opposta alla Legge Lorenzin, e finora ad esso è stata vietata più volte la stessa sala concessa alla Glaxo. Che il capitalismo affini le armi e raffini le tattiche quando più è in crisi lo abbiamo visto ormai chiaramente negli ultimi vent’anni, con le guerre e il neocolonialismo legato alla conquista delle risorse che iniziano a scarseggiare. Che riesca a colonizzare anche le menti di chi dovrebbe essere più attento alle dinamiche di potere, è oggi, francamente, il lato più deprimente.

Ma andiamo con ordine.

Forse non tutti sanno che uno dei quattro vaccini obbligatori prima della Legge Lorenzin, quello contro l’Epatite B, fu introdotto grazie a una tangente pagata dalla multinazionale farmaceutica Glaxo. Per questa tangente, De Lorenzo e Poggiolini furono condannati nel 2012 a risarcire di 5 milioni di euro lo Stato italiano, cioè noi, vittime di corruzione.[5] Può suonare dunque strano che il 13 aprile 2016, solo dopo quattro anni, il Sole 24 ore e altri giornali usassero titoli altisonanti come quello nella figura 1, senza tema di pericolo nel festeggiare gli investimenti nella sanità italiana di chi già si era comportato in questo modo. Ma evidentemente tutto ciò non risulta interessante per giornalisti e finanza italiana, quindi non lo deve essere nemmeno per i cittadini.

glaxo 24 ore.png
Figura 1

Non è strano quindi nemmeno, in questo scenario, che il Senato abbia ospitato lo scorso 9 ottobre 2018  il convegno sulla nuova strategia mondiale legata ai vaccini, che sembra vedere l’Italia come capofila. Questo il titolo sensazionalistico del Quotidiano Sanità: «Il Senato ospita convegno con Gsk. E si scatena la rivolta social dei no vax contro la Grillo. Centinaia di commenti hanno inondato la pagina Facebook della ministra della Salute Giulia Grillo dopo aver appreso della conferenza internazionale “Global Health: l’Italia driver di best practice”, organizzata da Formiche.net in collaborazione con GlaxoSmithKline-Gsk».[6]

La notizia del convegno con i nomi dei relatori era già presente da alcune settimane proprio sul sito degli organizzatori:

«L’iniziativa, organizzata in collaborazione con GlaxoSmithKline-GSK, è volta ad esprimere la dimensione strategica per l’Italia nell’ambito della cooperazione internazionale sui temi della salute globale. Ospite d’onore sarà il professor David Salisbury, Associate Fellow Global Health Security presso Chatham House The Royal Institute of International Affairs di Londra. I saluti istituzionali toccheranno a Roberto Arditti, direttore editoriale di Formiche e Rino Rappuoli, chief Scientist & Head of External Research and Development (R&D) at GlaxoSmithKline (GSK). Insieme a loro interverranno Greg French – Ambasciatore d’Australia a Roma, Walter Ricciardi – Member of The Executive Board presso la World Health Organization ed Allan Saul – direttore GSK Vaccines Institute for Global Health.»[7]

PIZZA
Figura 2

L’odore delle stanze istituzionali più importanti della nazione sembrano rinsaldare lo scranno del presidente dell’ISS. Che da almeno due anni ormai, cioè dall’inizio del martellamento sui vaccini che coincide con l’inizio del nuovo grande investimento della Glaxo, non teme più attacchi mentre sfoggia l’ennesima condanna contro l’eresia di questo o quel medico che presenta più che ragionevoli dubbi sulla reale portata di queste epidemie, sulla necessità di trattamenti sanitari obbligatori massicci su minorenni e sui numerosi casi emersi negli ultimi anni di effetti collaterali da vaccinazioni. Come se la scienza fosse diventata, appunto, non il regno del dubbio e del confronto, ma la sede della nuova inquisizione. E il 10 ottobre 2018, giorno successivo al convegno di cui sopra, scaglia, per lettera, il nuovo lapidario anatema: “Si dovrebbe dimettere”, rivolto a Pizza. Che detto da lui non è come detto da chiunque altro.[8]

Riportiamo un articolo di Aam Terra Nuova, leggendaria e ferrea rivista ecologista italiana, una delle poche voci italiane coscienziose rispetto ai temi della scienza, dell’alimentazione, dell’ecologia e degli stili di vita. Voce che le lobby non riescono a silenziare:  «Il dottor Giancarlo Pizza, presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna, ha firmato la prefazione del libro “Immunità di legge”, uscito a settembre e che si pone in maniera critica contro l’obbligo vaccinale esteso a dieci vaccini dalla legge Lorenzin. Questo ha innescato una serie di attacchi, tra cui quello di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha sostenuto che Pizza dovrebbe dimettersi dalla carica che ricopre».

L’articolo continua riportando le parole di Pizza: «Sono critico sull’obbligo, è vero, e sono in buona compagnia. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità lo è. Non è questa la via per raggiungere il massimo risultato. I valori costituzionali della salute e dell’istruzione vengono messi l’uno contro l’altro. Non si fa così».[9]

VACCI-NAZIONE
Figura 3. Beatrice Lorenzin e Walter Ricciardi, foto tratta dall’articolo citato in nota 1

È un mistero che probabilmente studieranno gli antropologi e i sociologi del futuro, il fatto che una buona fetta di voci storiche critiche nei confronti di globalizzazione, capitalismo, poteri forti e costrizioni rispetto al controllo biopolitico, si ritrovino schierati a difesa di una delle tante lobby che lucra sulle paure delle masse. Il motivo probabilmente, per dare un possibile input alle ricerche, risiede nella volontà di matrice illuminista di arginare il controllo ecclesiastico e la credulità religiosa, volontà rispettabile e fonte di liberazione nella storia moderna, ma forse oggi in un mondo totalmente diverso dal Settecento diventata un ostacolo per la comprensione del fatto che lo stesso nome di “scienza” e molte sue pratiche vengono usate per imporre lo stesso tipo di credulità fideistica, anche se di verso opposto. La filosofia del Novecento ha chiamato riduzionismo questo atteggiamento epistemologico. Qualche antropologo, comunque, e non a caso proveniente dall’area libertaria, ha già iniziato a farlo, questo lavoro di decifrazione culturale: «E’ una dinamica già vista nella storia occidentale. Lo Stato rivendica di detenere sia il dovere di farsi carico della salute complessiva dei cittadini, sia della verità assoluta su come farlo grazie alle certezze della scienza. Il corpo e la sua gestione non è più in mano all’individuo (o se minore ai genitori) ma viene assunto dalle istituzioni in maniera coercitiva. La legge infatti prevede la possibilità che chi ostinatamente si rifiuta di vaccinare oltre a multe salatissime ci sia la possibilità di revocare la podestà genitoriale: lo Stato dove c’è discordanza rimpiazza le altre autorità, quella genitoriale, rispetto alle scelte terapeutiche.»[10]

Burioni cover.jpg
Figura 4

Negli ultimi tempi, da Nemo a Cattelan, da Fazio a Mentana a tutta una serie di testate online ritenute progressiste o addirittura di movimento (i vari Next Quotidiano, The PostGlobalist e così via) non si fa che agire da cassa di risonanza per gli interessi di cui stiamo parlando. E il 7 ottobre 2018, fresco di pubblicazione del nuovo best seller per i tipi di Rizzoli, il cosiddetto vate delle vaccinazioni, Roberto Burioni, che odia le donne brutte[11] e ama le metafore animali da scagliare contro chiunque semini dubbi sul già detto scientifico, appare in prima serata sulle reti Rai, ospite del seguitissimo programma Che tempo che fa di Fabio Fazio. Questa la liturgia, solita:

«Con Roberto Burioni si è decisi a debellare le malattie. A cominciare da una, che è l’ignoranza in fatto di scienza. I NoVax, Burioni, se li spiega così: “Ci siamo dimenticati quanto sono gravi le malattie. Quando io ero bambino, era molto facile convincere la gente a vaccinarsi. Anzi: la gente voleva vaccinarsi”. Perché non può essere una scelta discrezionale? “Per un motivo molto semplice: è un gesto di responsabilità sociale, come il non guidare ubriachi”»[12]

Poche idee, chiare e decise, verità nelle sue tasche, metafore e analogie semplici e dirette sebbene spesso con un senso logico difficile da trovare (guidare ubriachi?), ma con il risultato di fomentare ogni giorno sui social l’odio verso chi semina dubbi. In totale accordo con il presidente ISS e con i soliti noti, da Piero Angela in giù.

Gli haters seguaci di queste teorie non sono molto diversi dagli haters razzisti, sono a loro simmetrici e come loro si basano su paure gonfiate dai media (il diverso per razza, nel caso dei razzisti, il diverso per scelte di vita, no vax, vegano, naturalista nel caso degli scientisti); negano gli interessi economici del sistema globale nascosti dietro il problema (la colonizzazione e lo sfruttamento delle risorse, per gli uni, la dipendenza indotta su scala globale ai prodotti farmaceutici, per gli altri); e sono, infine, condotti dalla convinzione cieca di essere portatori dell’unica verità possibile (la nostra “civiltà” ovviamente, per entrambi, prescindendo dai danni che essa ha fatto al mondo negli ultimi secoli). A volte, ma non sempre, cambia solo il loro voto nell’urna elettorale, durante la grande fiction della democrazia nell’era della globalizzazione. Ma questo, ormai, è un dettaglio per la comprensione dei fatti. La politica e i media sedicenti di sinistra, evidentemente, hanno paura di perdere gli haters della loro fazione, forse perché sono una fetta di mercato sicura. Come Salvini o chi per lui ha bisogno di creare il caos sociale per soffiare sulla sicurezza e imporre repressione. E molti ci sono cascati, in questo giochetto.

Se a sinistra andiamo alla ricerca di articoli dissonanti riguardanti le lobby farmaceutiche, rinveniamo poco – e non parliamo dei singoli individui dove invece c’è molta più varietà di idee. Il Manifesto ad esempio ha ospitato circa un anno fa un articolo di Guido Viale, una delle tante voci storiche della sinistra ecologista, oggi critico nei confronti della legge Lorenzin: «A sostenere quel decreto c’è in prima linea Beatrice Lorenzin, ministra che non ha fatto niente per la salute degli italiani, ma ha promosso un fertility-day e accusato le vittime della Terra dei fuochi di abuso di alcol e fumo. Ha anche raccontato fandonie, come una epidemia di morbillo a Londra, tutta inventata. Le fa da spalla il virologo Roberto Burioni, sponsor del decreto, uno Zichichi della medicina: se questi chiama “cialtrone, terrorista” e “spacciatore di bufale” chi imputa i cambiamenti climatici all’attività umana, Burioni chiama “asini raglianti dall’italiano claudicante” e persone da “eliminare” gli avversari. Conseguenze: alcuni medici critici verso il decreto radiati dall’ordine; altri che stanno per esserlo.»[13]

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Figura 5 – 13 Ottobre 2018: Facce soddisfatte e nuove opportunità per la ricerca grazie all’apertura di un nuovo impianto della multinazionale farmaceutica Glaxo Smith-Kline, come emerge dal tweet del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (PD)

 

Ma purtroppo non è successo solo quanto descritto finora, durante questi primi giorni di ottobre in cui il sistema economico-mediatico ha reso ancora più palesi di prima le sue intenzioni, su questi argomenti.

Giorgia Scataggia è un’attivista per la Libera Scelta, è una giovane donna immunodepressa che sta chiedendo da mesi di non essere usata strumentalmente per giustificare l’obbligo vaccinale, perché non ha senso in quanto il problema è molto più grande rispetto alle poche malattie che verrebbero coperte dall’immunità di gregge grazie a queste dieci vaccinazioni – anche questa una teoria che presenta numerose critiche, soprattutto rispetto alla soglia del 95% gettata in modo superficiale nel pubblico uditorio per tutte le malattie.

immunodepressione libera scelta.jpg
Figura 6

Questo il suo intervento durante la manifestazione per la Libera Scelta svoltasi a Bologna lo scorso 23 settembre:

https://www.youtube.com/watch?v=seA4lyIsg8g

Giorgia è stata spesso oggetto di attacchi velenosi, purtroppo. Lo scorso 9 settembre 2018 decide di scrivere questa lettera nientedimeno che a Selvaggia Lucarelli, e non per difendere se stessa, ma il padre di un bambino danneggiato da vaccinazione: esattamente, il tabù di cui non si deve parlare, la questione centrale per cui si finisce nella categoria dei gomblottisti, che siano dieci o diecimila i casi riportati in letteratura non importa. Ma ne basterebbe anche uno solo per accendere l’attenzione di chiunque riesca ancora vedere un’ingiustizia in qualsiasi angolo del pianeta, come diceva qualcuno.[14]

La riportiamo per intero, la lettera di Giorgia:

«Cara Selvaggia Lucarelli,

molto spesso mi sono trovata in disaccordo con alcune tue idee. Ma ogni volta che tu sei stata attaccata, bullizzata, ogni volta che ti sono stati rivolti insulti a sfondo sessuale in certi gruppi di segaioli mentecatti, mi sono sempre schierata dalla tua parte (per quello che possa contare). Perché posso avere idee diverse dalle tue, ma l’empatia che io, come donna, provo nei confronti di un’altra donna che subisce certe cose, va senz’altro oltre tutte le opinioni, tutte le divergenze di sorta.

Ecco. Sai cos’è che mi stupisce delle persone? Un difetto che non sopporto… la mancanza di empatia nei confronti di chi ha opinioni diverse. Non mi riferisco tanto alla mamma del bimbo autistico che da giorni stai prendendo in giro, perché non la conosco, anche se ciò che stai facendo non mi piace. Mi riferisco al tuo atteggiamento da bulla nei confronti di chi ha commentato sotto al tuo post. Per esempio, hai chiamato Thomas Ghidotti “mitomane”. Ora, tu per quanto mi riguarda puoi credere che gli asini volano e che i danneggiati da vaccino non esistono, per quanto sia assurdo, perché se può far male un’Aspirina figuriamoci se non può far male un vaccino… é un trattamento sanitario e per definizione non può essere esente da rischi. Credi pure quello che vuoi ed esprimi la tua opinione. Ma prima di insultare una persona che a casa ha un bambino con un’invalidità grave correlata, piaccia o non piaccia, ad una vaccinazione, ti consiglio di fermarti a riflettere. Ci sono parole che possono ferire più dei proiettili. Thomas ha le spalle larghe, non so nemmeno io come faccia, altre persone però non hanno la sua capacità di reagire e di rispondere.

Se non riesci a provare empatia per una persona che vive una tragedia solo perché questa persona la pensa in maniera differente da te beh, questo non ti fa onore. Ci sono cose per le quali le persone CIVILI devono prendersi per mano a prescindere da ogni personale opinione. Di queste cose fanno parte, sicuramente, le malattie e le disabilità… ed il rispetto per chi le vive sulla propria pelle. E, prima che i tuoi followers (se qualcuno di loro dovesse leggere) mi augurino di morire in fretta per il morbillo, voglio precisare, e lo faccio con orgoglio, di essere una ragazza immunodepressa, non vaccinabile e contraria al fatto che i vaccini siano obbligatori… e che se il prezzo prezzo della mia Salute (anche se un immunodepresso rischia praticamente per ogni patogeno anche non vaccinabile) deve comportare il sacrificio di un bambino come Nicola, non ho problemi a dire che preferisco morire io. Quindi, auguratemi pure la morte finché vi pare. Non mi interessa… finché la mia coscienza è a posto non mi serve altro. Se altri immunodepressi pensano che avere una patologia dia il diritto di mettere le mani addosso agli altri, faranno i conti con la loro coscienza nel momento in cui qualcuno dovesse sentirsi male dopo essere stato obbligato a vaccinarsi per proteggere loro. Io alle persone chiedo un pochino d’attenzione nei miei confronti, magari il sacrificio di cedermi il posto quando vado dal medico o alle poste. Ma mai al mondo vorrei imporre un trattamento sanitario alle persone. Perché sono cose profondamente intime e personali e ne io, ne altri immunodepressi, ne i genitori di bimbi immunodepressi hanno il diritto di violare il corpo di un altro essere umano. Fiera ed orgogliosa di essere diversa. 

Sinceramente… continuerò a schierarmi dalla tua parte laddove lo riterró giusto. Ma spererei da parte tua di vedere lo sforzo di cambiare questi tuoi modi di fare.

Giorgia Scataggia

Immunodepressa, orgogliosamente a favore della #libertàdiscelta #notinmyname»

Come vale ogni dubbio circa i rischi, così vale ogni dubbio rispetto al contagio di malattie potenzialmente mortali: questo discorso non si sta facendo perché i morti da una parte valgono più dell’altra parte, anzi proprio per allontanare questo approccio. Ma dato che noi umani, medici compresi, non siamo onnipotenti, forse è il caso che si ripensino i mezzi che stiamo utilizzando alla luce della situazione attuale, che non è quella di cento anni fa. Anche e soprattutto per il contesto di vita totalmente diverso, che presenta condizioni diverse e complessità tali da dover essere affrontate da approcci multidisciplinari, soprattutto.

E in ogni caso, l’idea che le malattie infettive più pericolose siano state debellate dalle vaccinazioni forse andrebbe correlata alla situazione generale di vita e ai contesti storico-geografici, e non veicolata come verità assoluta, anche questa. Le vaccinazioni, come tutti gli interventi terapeutici, possono presentare dei rischi, e se ci sono indicazioni per cui i rischi possono essere uguali o maggiori ai benefici – cosa di cui esistono indizi in alcuni casi, ma che è ancora da stabilire, per ogni singolo intervento, visto l’ostracismo avuto finora rispetto all’analisi delle reazioni avverse – forse può essere un’indicazione che la ricerca può iniziare ad andare verso altre direzioni. Ad esempio verso l’integrazione di approcci diversi, come cerca di fare da anni la SIPNEI, la Società Italiana di PsicoNeuroEnocrinoImmunologia[15].

Per chi non ha mai considerato possibile l’esistenza di una verità assoluta e definitiva sui fatti umani, e soprattutto per chi ritiene che scienza e medicina siano fatti umani e non divini, la domanda che si pone, in questi anni, è inevitabilmente la seguente: chi è che ha favorito il cosiddetto regime di post-verità in cui navighiamo?

Una manciata di mitomani che inventano teorie fantasiose e le spacciano sul web? Forse una parte di responsabilità ce l’hanno anche loro, come chiunque usi la furbizia e la malafede per tornaconto personale o narcisismo esasperato.

Quelli che parlano senza informarsi, che prendono per buone le informazioni con superficialità e senza approfondire? Anche, ma lo siamo tutti in tanti argomenti dello scibile umano e nessuno può essere tuttologo, tuttavia abbiamo tutti, chi più e chi meno, la capacità di farci un’opinione e di diversificare le fonti di informazione, se lo vogliamo. Così come accade quando la malattia ci riguarda in prima persona, e se siamo lucidi e intelligenti la prima cosa che facciamo è sentire quante più campane possibile, come si dice.

Ma forse, a creare la post-verità, non ha contribuito maggiormente un’informazione incapace di essere libera, rimasta da troppo tempo pigra e seduta sui luoghi comuni, destrutturata e impoverita e per questo paurosa di contraddire i finanziatori, sede da decenni di depistaggi e censure verso qualunque forma di controinformazione che risulti scomoda al senso comune? E non è per questo che, in questo momento, una controinformazione fatta in modo efficace, lucido e onesto, sarebbe linfa vitale per la verità e la giustizia, come il caso Cucchi in questi giorni sta dimostrando?

L’ultimo caso della settimana in questione, purtroppo, è il seguente.

L’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno è datato 12 ottobre 2018. Una bambina di due anni muore a 24 ore dalla vaccinazione. Era affetta da Sindrome di Dravet, una forma di epilessia, ed aveva una malformazione cardiaca. Questo il ritaglio della pagina dedicata. Da notare il lavoro dell’esperto ai fianchi della notizia centrale, per fornire surrettiziamente la chiave di lettura.

melfi morte epilessia vaccino
Figura 7

Ecco un esempio di pigrizia, nel migliore dei casi, o di sudditanza nei confronti del già detto scientifico. Si chiede l’intervento di Lo Palco, ennesimo autore di best seller pro vax e presenzialista mediatico di questi anni. Che sforna una diagnosi sicura a poche ore dal decesso, senza pietà per la famiglia che sta subendo tutto questo e che chiede allo Stato verità. Quello stesso Stato che ha imposto loro, per il loro bene, un trattamento sanitario obbligatorio. Scrive la stessa Gazzetta: «La necessità della immunizzazione sarebbe stata confermata dai medici proprio in virtù della debolezza della bambina e, per l’operazione, avrebbero indirizzato i genitori agli Ospedali Riuniti di Foggia dove già in passato la bimba era stata assistita. La famiglia avrebbe quindi preso appuntamento per il ricovero ma l’appuntamento sarebbe stato disdetto dalla struttura pugliese che, a quanto poi riferito, non avrebbe ravvisato la necessità di eseguire il vaccino in regime di ricovero. A quel punto, dopo aver nuovamente contattato Roma, i familiari sono stati inviati all’ospedale di Melfi che pure più volte aveva ricoverato la bimba.»

Stefano Re, un esperto di comunicazione, che negli ultimi due anni ha provato a contrastare l’escalation di odio creato ad arte sul web dalla cultura scientista e dagli interessi capitalisti collegati, scrive o meglio riscrive a tal proposito questo brano:

«Lo ho scritto un anno fa, perché succedeva un anno fa.

E mi tocca ribadirlo oggi, perché succede oggi.

Vi spiego come funzionano alcuni semplici trucchetti di metacomunicazione.

Diciamo che a una bambina viene iniettato l’esavalente e muore.

Dopo che qualcuno da qualche parte fa le domande sbagliate o dà le risposte sbagliate può capitare che esca la notizia “è morta una bambina che aveva appena fatto un esavalente” – e subito viene fornita alla stampa la risposta chiave: “non è scientificamente dimostrata alcuna relazione causa-effetto con l’esavalente iniettato”

Ovviamente non è stato dimostrato: è appena successo. Per dimostrarlo occorrono esami, che oltre a richiedere tempo devono venire prima autorizzati, poi eseguiti, poi controllati e spesso contestati e dunque rifatti daccapo. Si accompagna anche la sequela noiosa di cause legali di vario genere – quindi l’importante è far passare fin dal primo istante il metamessaggio: “non c’è alcuna correlazione.”

Tutti i giornalisti sono addestrati a recepire l’imbeccata, lo mettono subito nei titoli e sottotitoli così che il messaggio che arriva al pubblico è: “è morta, era appena stata vaccinata però non c’è nessuna correlazione”. Che nel cervello distratto o ammaestrato da decenni di Quark, si riduce a “nessuna correlazione”.

La “verità” di massa è servita: nessuna correlazione.

Poi tipo 6 anni dopo, alla fine di esami e battaglie legali di cui nessuno ha più dato notizia perché – hey, che barba che noia – arriva una sentenza definitiva che riconosce questa correlazione. Basata su perizie mediche che la certificano. Ed ecco che se anche la notizia viene riesumata, ormai si tratta di “una storia vecchia”, di “cose ormai risapute” e in ogni caso relative a vecchi lotti, vecchi vaccini, vecchi metodi ora superati.
A contorno, si levano ovviamente grida indignate dei politici che ritengono che la magistratura non debba “invadere il terreno della scienza”, come se un omicidio fatto con un vaccino debba essere considerato “territorio franco” rispetto alla magistratura. Di che t’impicci, magistrato, è stato ucciso con una iniezione, mica con un revolver, quindi è scienza, fatti i cazzi tuoi.

E nel frattempo si sono ammalati o sono morti altri bambini appena vaccinati, ovviamente, ma in ciascuno di questi casi “non è scientificamente dimostrata alcuna relazione causa-effetto con il vaccino iniettato”. E riparte la giostra.

La comunicazione crea il dato percettivo di realtà. 

Le grandi imprese investono milioni in comunicazione, studi di comunicazione, immagine, pubbliche relazioni, uffici stampa. Gli stessi gruppi che possiedono le case farmaceutiche possiedono i più grandi cartelli di mass media a livello mondiale.

La “verità” in cui poi credete, quella che vi viene raccontata ogni giorno, la decidono loro.»[16]

E chiudo con una nota personale: criticare e lottare contro questa faida del capitalismo non significa minimamente fiancheggiare l’altra faida, quella che in queste settimane sta rovesciando veleno razzista e sessista sull’Italia intera e sta cercando di distruggere esperienze virtuose come quella di Riace. Sovranismo e liberismo sono due facce di una stessa medaglia, che si alternano sempre perché non cambi mai nulla. A meno di spezzare il meccanismo della ripetizione.

***

Note

[1] Una ricostruzione qui: http://www.clivatoscana.com/2018/04/09/729/

[2] http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/imprese-e-mercato/2016-04-13/vaccini-e-farmaci-glaxo-scommette-1-mld-italia-094838.php?uuid=ACzsSh6C

[3] https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/prima-lavora-con-le-aziende-poi-scrive-la-legge-sui-vaccini/

[4] Ricordiamo che il nome ufficiale del movimento che è nato contro il decreto prima, e poi legge “Lorenzin”, è proprio “Libera scelta” e si riferisce in generale alla libertà di scelta terapeutica e alla corretta informazione non legata ai potentati economici, che garantisca un reale progresso della ricerca scientifica e medica. Esistono gruppi che si definiscono Free Vax, mentre al contrario la quasi totalità degli organi di stampa usano il termine “No Vax”. Già solo questo dovrebbe essere sintomatico del fatto che la reale emergenza, come sempre, è quella dell’informazione, e la reale epidemia è il depistaggio informativo. Come sempre, nell’Italia del dopoguerra.

[5] http://www.rassegnastampa.eu/politica/vaccino-epatite-b-reso-obbligatorio-grazie-ad-una-tangente-de-lorenzo-e-poggiolini-dovranno-pagare e https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/lorenzo-poggiolini-condannati-cassazione-dovranno-pagare-milioni-testa-allo-stato/204037/

[6] https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=66500

[7] https://formiche.net/appuntamenti/global-health-litalia-driver-di-best-practice/

[8] http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=66523

[9] https://www.terranuova.it/News/Attualita/Il-presidente-dell-Ordine-dei-Medici-di-Bologna-firma-la-prefazione-a-un-libro-contro-l-obbligo-vaccinale

[10] https://quieora.ink/?p=668

[11] https://www.esquire.com/it/news/attualita/a23295833/burioni-donne-brutte/

[12] http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2018/10/8/CHE-TEMPO-CHE-FA-2018-Da-Carlo-Cottarelli-a-Roberto-Burioni-e-la-puntata-delle-polemiche/843008/

[13] https://ilmanifesto.it/sui-vaccini-e-big-pharma-il-muro-del-silenzio-contro-un-movimento/

[14] Qui la storia di Nicola Ghidotti https://ilsentierodinicola.net/

[15] http://sipnei.it/news-scientifiche/la-posizione-della-sipnei-sulla-legge-sui-vaccini-sul-dibattito-ancora-corso/

[16] https://www.facebook.com/StefanoRecheparlacongliscientisti/

Un pensiero riguardo “Una settimana da paura

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