focare aradeo
Notte di sogni misteriosi ancestrali arcaici premoderni, rigettati e ritornanti ogni anno nei giorni corti del solstizio d’inverno

Notti cupe e lunghe di cuccuvace ululanti nascoste nelle case abbandonate

Notti di muschi che avanzano umidi sulle lamie e sui cigli delle strade fino ai presepi appoggiati sui muri bianchi e fuligginosi

Notti di panni stesi sulle lamie e riportati dentro per non prendere l’umido

Notti secche come le montagne e umide come le campagne

Notti di fuochi nella notte e di ritrovi ciclici con le stesse persone le persone di sempre quelle che sanno tutto di te

teatro greco lecceNotti di luoghi che ti prendono e ti portano via dalle tavole familiari piene di cibi tradizionali, luoghi che stanno a metà tra le radici e le fughe, bar luridi sale da ballo eccentriche pub nordici o spazi movimentisti, dove stare un po’ dentro e un po’ fuori con la grappa in una mano e il tabacco nell’altra a spiare nella cricca accanto ragazze sempre intraviste e mai conosciute, incontri perduti per i mille addii che hai dato alla tua terra

Notti romantiche come la tua terra d’inverno presa d’assalto dai ritorni natalizi dei profughi e piena di calde promesse nate dal rapporto complicato tra natura e cultura

Notti di vin cotto nello stomaco, fumo di taccari di ulivo nelle narici, trifogli infestanti nei giardini e ricci di terra striscianti sui lembi d’asfalto delle provinciali, e tu li sfiori preoccupato di aver commesso reati notturni di lesa maestà nei confronti di tanta rara biodiversità

Notti complicate dal tuo romanticismo avventuriero sempre preoccupato di cercare un senso profondo e duraturo alle emozioni e ai ricordi delle emozioni, ai sentimenti e ai ricordi dei sentimenti, perché ne nascano sempre nuove di emozioni e sempre nuovi di sentimenti

E di vita che valga la pena vivere, implicata e intrecciata ai sensi e alla terra, apollino questa terra in cui hai riportato ogni volta tutto, le tue persone provenienti da altre terre, i tuoi sogni dispersivi di conifere alpine, di luci metropolitane intermittenti, di christmas songs ricoperte di neve, di discese folli sulla Stelvio o sulla Streif, di baci e carezze e passioni tanto più calde quanto più freddo fa fuori

Notti di promesse e di regali inaspettati

Ti prometto, notte di Natale, che anche da questa latitudine secolare e anti-mistica, non spegnerò mai i miei sensi nè il senso magico della vita

Per diventare un automa anestetizzato della mia epoca

 

Notte di Natale 2017

Ore 4, Aradeo

4 pensieri riguardo “Notte di Natale

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